Quasi due treni su tre arrivano a destinazione in ritardo. È il dato più significativo contenuto nel dossier di Europa Radicale dedicato all’Alta velocità italiana, che mette sotto osservazione migliaia di collegamenti ferroviari e restituisce un quadro molto diverso rispetto alle rassicurazioni arrivate negli ultimi mesi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’analisi prende in considerazione oltre 60mila corse effettuate tra il 1° gennaio e il 6 settembre 2026, relative a 304 treni distinti. Circa 38mila sono arrivate oltre l’orario previsto, pari al 64,5% del totale. Sommando tutti i minuti persi dai convogli si arriva a quasi 600mila minuti di ritardo: l’equivalente di circa 13,6 mesi. Per le corse non puntuali, il ritardo medio registrato è di circa 15 minuti.
Numeri che entrano direttamente nel dibattito politico sulla situazione della rete ferroviaria italiana. Il ministro Matteo Salvini ha più volte sostenuto che i ritardi rappresentino un’eccezione e non la normalità del sistema. Il dossier, elaborato utilizzando le informazioni di ViaggiaTreno, il servizio ufficiale di Trenitalia, propone invece una fotografia nella quale i convogli che arrivano oltre l’orario previsto costituiscono la maggioranza.
Il rapporto è stato presentato alla Camera da Benedetto Della Vedova di +Europa, dalla capogruppo di Italia Viva al Senato Raffaella Paita e dal presidente di Europa Radicale Igor Boni. L’obiettivo dichiarato è rendere disponibili in forma aggregata dati che normalmente possono essere consultati soltanto corsa per corsa.
Alcune giornate mostrano criticità particolarmente pesanti. Il 14 febbraio, quando atti dolosi rallentarono la circolazione sulle linee ad Alta velocità Roma-Napoli e Roma-Firenze, l’87,6% dei collegamenti monitorati risultò in ritardo, con una media di 55,5 minuti. Problemi importanti si sono verificati anche il 17 giugno, quando un guasto alla linea elettrica sulla Milano-Bologna portò al 72,2% di corse in ritardo.
Tra i casi più estremi compare il collegamento Roma Termini-Bolzano, che nel periodo analizzato avrebbe registrato appena tre corse puntuali su 239, con un ritardo medio di 18 minuti. Il primato negativo per una singola corsa spetta invece a un Roma Termini-Bari Centrale del 3 maggio, arrivato con 416 minuti di ritardo: sei ore e 56 minuti.
Particolarmente lunga anche la serie negativa della Venezia Santa Lucia-Milano, che avrebbe accumulato 164 giorni consecutivi con almeno una corsa fuori orario tra il 2 marzo e il 20 agosto. Il mese peggiore è stato luglio, quando il 79% dei treni monitorati è risultato in ritardo.
Il dossier non comprende i treni cancellati e si concentra sui servizi ad Alta velocità di Trenitalia, senza includere Italo. Un perimetro che non rappresenta quindi l’intero sistema ferroviario nazionale, ma che offre comunque una base numerica consistente per misurare le difficoltà vissute quotidianamente dai passeggeri. E soprattutto riapre lo scontro sulla reale puntualità dell’Alta velocità italiana.























