9 luglio 1979: l’incarico a Craxi

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Il 9 luglio 1979 segnò un momento storico nella politica italiana quando il Presidente della Repubblica Sandro Pertini affidò a Bettino Craxi, leader del Partito Socialista Italiano (PSI), l’incarico di formare il nuovo governo. Questo evento fu di particolare rilevanza poiché rappresentò la prima volta dal dopoguerra che un socialista riceveva tale mandato, aprendo nuove prospettive nel panorama politico italiano dominato fino ad allora dalla Democrazia Cristiana (DC).

Tuttavia, il tentativo di Craxi di formare un governo si rivelò infruttuoso a causa del mancato appoggio della DC, il partito di maggioranza relativa. Nonostante questo iniziale insuccesso, l’incarico ricevuto da Craxi segnò l’inizio di un’ascesa politica che avrebbe profondamente influenzato la vita pubblica italiana nel decennio successivo.

Negli anni seguenti, Bettino Craxi emerse come una figura dominante nella politica italiana. La sua leadership carismatica e la sua visione di un socialismo moderno e riformista contribuirono a rivitalizzare il PSI, trasformandolo in una forza politica di primo piano. Craxi puntava ad una “terza via” tra il comunismo e il capitalismo, cercando di modernizzare la sinistra italiana e di renderla più compatibile con le esigenze di una società in rapida evoluzione.

Il momento culminante della carriera politica di Craxi arrivò nell’agosto del 1983, quando fu nominato Presidente del Consiglio dei Ministri, diventando il primo socialista a ricoprire questa carica nella storia della Repubblica Italiana. Il suo governo, che durò fino al 1987, fu il più lungo della storia repubblicana fino a quel momento.

Durante il suo mandato, Craxi implementò una serie di riforme significative. Sul fronte economico, la sua politica mirava a controllare l’inflazione e a stimolare la crescita economica. Una delle sue azioni più note fu il “decreto di San Valentino” del 1984, che modificò il meccanismo della scala mobile, un sistema di adeguamento automatico dei salari all’inflazione. Questa mossa, sebbene controversa, contribuì a ridurre l’inflazione.

In politica estera, Craxi si distinse per una linea più autonoma rispetto agli Stati Uniti, come dimostrato durante la crisi di Sigonella nel 1985, quando si oppose alle richieste americane riguardo al destino dei dirottatori palestinesi della nave Achille Lauro.

Tuttavia, il periodo di governo di Craxi fu anche caratterizzato da un aumento del debito pubblico e da crescenti accuse di corruzione. Il sistema di finanziamento illecito dei partiti, noto come “tangentopoli”, che sarebbe emerso pienamente nei primi anni ’90, aveva le sue radici in questo periodo.

Dopo la fine del suo governo nel 1987, Craxi continuò ad essere una figura influente nella politica italiana. Tuttavia, l’inizio degli anni ’90 segnò l’inizio del suo declino. Le inchieste di “Mani Pulite” coinvolsero direttamente Craxi e il PSI, portando alla luce un vasto sistema di corruzione politica.

Nel 1993, il Parlamento votò per revocare l’immunità parlamentare di Craxi, aprendo la strada ai procedimenti giudiziari contro di lui. Di fronte alle crescenti accuse e alla pressione pubblica, Craxi si dimise da segretario del PSI nel febbraio 1993.

Nel 1994, con l’intensificarsi delle indagini giudiziarie, Craxi fuggì in Tunisia, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita in esilio. Morì ad Hammamet il 19 gennaio 2000, lasciando dietro di sé una eredità controversa.

La parabola politica di Bettino Craxi riflette le complessità e le contraddizioni della politica italiana della Prima Repubblica. Da un lato, fu un innovatore che cercò di modernizzare la sinistra italiana e di posizionare l’Italia come un attore più indipendente sulla scena internazionale. Dall’altro, il suo nome rimane associato agli scandali di corruzione che portarono al collasso del sistema politico italiano dei primi anni ’90.

L’incarico ricevuto il 9 luglio 1979, sebbene non abbia portato alla formazione di un governo, può essere visto come il punto di partenza di un percorso che avrebbe profondamente influenzato la politica italiana. Craxi rappresentò sia le speranze di rinnovamento della sinistra italiana sia i limiti e le debolezze di un sistema politico che si sarebbe rivelato insostenibile.

La figura di Craxi continua a suscitare dibattiti e interpretazioni contrastanti nella storia politica italiana. Il suo lascito rimane complesso: innovatore politico e riformatore da un lato, simbolo di un sistema corrotto dall’altro. La sua parabola politica, iniziata simbolicamente con quell’incarico del luglio 1979, riflette le trasformazioni, le speranze e le disillusioni della politica italiana degli ultimi decenni del XX secolo.

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