25 giugno 1946: l’inizio dei lavori della Costituente

assemblea costituente 1946

Il 25 giugno 1946 rappresenta una data fondamentale nella storia dell’Italia contemporanea. In quel giorno, a Roma, si aprirono i lavori dell’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la Costituzione della Repubblica Italiana. Questo evento segnò l’inizio di un processo che avrebbe portato alla nascita della nuova Italia democratica e repubblicana, un passo decisivo dopo la caduta del fascismo e la fine della monarchia.

Per comprendere appieno l’importanza di questo avvenimento, è necessario collocarlo nel contesto storico dell’epoca. L’Italia usciva da una devastante Seconda Guerra Mondiale, caratterizzata da occupazioni, resistenze partigiane e un paese lacerato da divisioni politiche e sociali. La caduta del regime fascista nel 1943 e l’armistizio dell’8 settembre dello stesso anno avevano lasciato il paese in una situazione di grande incertezza e instabilità.

Nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946, gli italiani avevano scelto, con una maggioranza del 54,3%, di abolire la monarchia e di instaurare la Repubblica. Contestualmente, venne eletta l’Assemblea Costituente, composta da 556 membri, con il compito di redigere una nuova Costituzione per il paese.

L’Assemblea Costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946. Giuseppe Saragat, esponente di spicco del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), fu eletto presidente dell’Assemblea al primo scrutinio. Questo momento segnò simbolicamente l’inizio di un nuovo corso politico e istituzionale per l’Italia.

L’Assemblea era composta da rappresentanti di tutte le principali forze politiche dell’epoca, inclusi la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano e altri partiti minori. La composizione eterogenea dell’Assemblea rifletteva la volontà di rappresentare tutte le istanze della società italiana, per garantire che la nuova Costituzione fosse il frutto di un ampio consenso.

I lavori della Costituente si articolavano in diverse commissioni, ciascuna incaricata di trattare specifici aspetti della futura Costituzione. La Commissione dei Settantacinque, presieduta da Meuccio Ruini, aveva il compito di elaborare il progetto di Costituzione da sottoporre all’Assemblea plenaria.

Il dibattito all’interno dell’Assemblea fu intenso e talvolta acceso. Le principali forze politiche si confrontarono su temi cruciali come la forma di governo, i diritti e i doveri dei cittadini, l’organizzazione dello Stato e le garanzie costituzionali. Nonostante le differenze ideologiche, prevalse il senso di responsabilità e la consapevolezza dell’importanza storica del compito affidato all’Assemblea.

L’obiettivo dichiarato era di completare i lavori entro otto mesi o, al massimo, entro un anno. Tuttavia, la complessità delle questioni da affrontare e la necessità di raggiungere un ampio consenso fecero sì che i lavori si protraessero fino alla fine del 1947. La Costituzione fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre dello stesso anno. Entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

La Costituzione della Repubblica Italiana rappresenta uno dei documenti fondamentali nella storia del diritto costituzionale moderno. Essa sancisce i principi di democrazia, libertà e uguaglianza, e stabilisce una struttura dello Stato basata sulla separazione dei poteri e sulle garanzie costituzionali.

L’Assemblea Costituente e la Costituzione del 1948 hanno lasciato un’eredità duratura nella storia dell’Italia. La Costituzione non è solo un testo giuridico, ma un simbolo della rinascita democratica del paese e un baluardo contro ogni forma di totalitarismo.

Nel corso degli anni, la Costituzione è stata sottoposta a revisioni e modifiche per adattarsi ai cambiamenti della società e del contesto internazionale. Tuttavia, i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione del 1948 rimangono intatti e continuano a guidare l’ordinamento democratico italiano, un patrimonio che gli italiani continuano a custodire e a difendere con orgoglio.

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