L’intervallo // Leonardo Di Costanzo

l'intervallo copertina

“L’Intervallo”, opera prima del regista italiano Leonardo Di Costanzo, è un film che emerge dalla cinematografia italiana del 2012 come una perla rara e affascinante. Questo lungometraggio, distante dai soliti cliché sui problemi sociali dell’Italia meridionale, ha conquistato sia il pubblico che la critica per il suo approccio sobrio e penetrante alla realtà della camorra napoletana, senza mai cadere nella trappola dello spettacolarizzare la violenza. Presentato con successo in numerosi festival cinematografici, il film ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui una menzione speciale al Festival del cinema di Venezia, consolidando la reputazione di Di Costanzo come regista sensibile e profondo.

Il film narra la storia di due adolescenti, Veronica e Salvatore, che si trovano confinati in un edificio abbandonato per l’intera giornata. Veronica è stata presa di mira dalla camorra per motivi che rimangono non chiaramente esplicitati, mentre Salvatore è stato incaricato di sorvegliarla. Ciò che potrebbe sembrare l’inizio di un thriller teso e claustrofobico si trasforma, però, in un delicato viaggio esplorativo dell’animo umano. Attraverso il lento trascorrere del tempo e l’interazione tra i due protagonisti, il film disvela la complessità dei loro caratteri, le paure, i sogni e le speranze che li animano, in una Napoli lontana dai soliti stereotipi eppure così vicina nella sua cruda realtà.

Una delle caratteristiche più affascinanti di L’Intervallo è la scelta di Leonardo Di Costanzo di lavorare con attori non professionisti, una decisione che dona al film un’autenticità e una freschezza notevoli. Questa scelta stilistica si lega alla volontà del regista di catturare la realtà nella sua forma più pura e spontanea. Di Costanzo, noto per il suo lavoro documentaristico, porta in questo film la stessa attenzione al dettaglio e lo stesso spirito osservativo, arricchendo la narrazione con una profondità emotiva che raramente si trova nel cinema contemporaneo.

L’Intervallo si distacca dalla narrativa convenzionale sulla criminalità organizzata per offrire uno sguardo più intimo e riflessivo sulla condizione umana. In questo spazio di confine, un edificio in rovina diventa teatro di un’inesorabile crescita interiore e di un incontro tra solitudini. Il film, con la sua narrazione minimalista e il suo approccio quasi documentaristico, solleva interrogativi universali sull’innocenza, sulla perdita e sulla possibilità di redenzione. L’opera di Di Costanzo è un invito a riflettere sul significato della libertà, intesa non solo come assenza di vincoli fisici, ma come possibilità di scelta personale, anche quando sembra che tutte le vie siano precluse. L’Intervallo è un film che rimane impresso, che costringe lo spettatore a confrontarsi con la propria coscienza e che dimostra come, anche nei contesti più duri, possano nascere momenti di inattesa bellezza e comprensione reciproca, grazie alla capacità di vedere oltre le apparenze, riconoscendo l’umanità comune che ci unisce tutti.

Condividi:

© 2012-2024 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?