Landini alla manifestazione di Firenze: “Governo non ci incontra da luglio, serve una trattativa seria”

landini firenze

Al governo chiediamo di aprire una trattativa seria. Di annunci e chiacchiere ne ho sentite già troppe. È da luglio che non ci sta incontrando, queste cose è da un anno e mezzo che le abbiamo proposte”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando coi giornalisti alla manifestazione organizzata insieme alla Uil contro le morti sul lavoro in via Mariti, a Firenze, dove venerdì scorso al cantiere del nuovo supermercato Esselunga sono morti 5 operai, mentre altri 3 sono ricoverati in ospedale. Il governo ha annunciato delle misure nel prossimo Consiglio dei ministri.

Adesso ci vogliono 41 morti per decidere che bisogna intervenire? Ci hanno convocato per lunedì mattina? Bene– aggiunge Landini- si apra una trattativa, ma non sia il solito film che ci tengono mezz’ora a palazzo Chigi per chiederci cosa pensiamo per poi fare quello che gli pare. Lunedì ha un senso se si apre una trattativa. Abbiamo presentato una piattaforma, fare una trattativa vuol dire che si viene via da lì non dopo un’ora, ma quando si è fatto un accordo che risolve i problemi”.
Se c’è bisogno, avverte ancora, “si sta lì anche due, tre giorni come abbiamo fatto altre volte. Basta chiacchiere e anche deleghe in bianco. Di deleghe in bianco non ne diamo a nessuno, è il momento di avere risposte precise alle piattaforme che abbiamo presentato”.

ZERO MORTI DIVENTI SLOGAN TUTTO IL MONDO DEL LAVORO

“La Uil negli anni scorsi ha fatto una scelta molto precisa e lanciato una campagna, zero morti sul lavoro. Non conta la bandiera che va in piazza. Quando una cosa è giusta, è giusta”. Zero morti “non deve rimanere lo slogan della Uil, ma deve diventare lo slogan di tutto il mondo del lavoro. Il punto davvero è impedire che chiunque andando a lavorare debba morire, facciamolo diventare un elemento di campagna generale“, afferma il segretario generale della Cgil.

AZIENDE NON POSSONO FARE FINTA E STARE ZITTE

“È chiaro che c’è bisogno di agire, questo vale per il governo ma anche per il sistema delle imprese. Le imprese non possono stare zitte, far finta che questo non riguarda anche loro perché fare impresa in questo modo è metterla in quel posto a chi vuole fare seriamente impresa, rispettando regole e leggi, investendo sul lavoro”. È quanto sostiene Maurizio Landini.
Questo è il momento non del cordoglio, ma di agire dove finora non si è fatto– aggiunge il leader di Cgil- cambiando quelle leggi balorde che sono state fatte: il subappalto a cascata va cancellato, bisogna introdurre la patente a punti, bisogna estendere il diritto alla formazione e alla prevenzione, bisogna aumentare le assunzioni degli ispettori e anche dei servizi di medicina del lavoro e cancellare anche tutti i sistemi che hanno portato qui addirittura ad avere gente che lavora irregolare. La maggior parte di quelli che sono morti sono migranti e in alcuni casi irregolari”.

CANTIERE VIA MARITI SPECCHIO MODELLO ECONOMIA ITALIANA

“Bisogna fermarsi non solo ai morti che ci sono stati, ma alle ragioni che li hanno provocati. Se vogliamo essere onesti questo cantiere è lo specchio del modello di funzionamento dell’impresa e dell’economia che in Italia oggi sta venendo avanti. Non si muore solo qui. E quello che è emerso sono le cose che non vanno”. È quanto dichiara il segretario generale di Cgil, Maurizio Landini, intervenendo alla manifestazione di via Mariti.

fonte: AgenziaDIRE.it

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