ABBIAMO UN PROBLEMA

ungheria valori orbán

Nelle pieghe della politica europea, l’Ungheria di Viktor Orbán continua a rappresentare un caso preoccupante per il suo distacco dai valori democratici e libertari. La figura di Orbán, ormai al potere da più di un decennio, si è costruita su una retorica nazionalista e populista, che ha portato ad una progressiva erosione delle libertà fondamentali.

Lo stato balcanico, che è diventato membro dell’Unione Europea nel 2004, si trova sotto particolare osservazione. Da quando Viktor Orban è salito al potere nel 2010, l’Ungheria ha ricevuto critiche per una serie di questioni: il declino dell’autonomia del sistema giudiziario, l’incremento del favoritismo politico, la restrizione della diversità nei media, l’uso improprio dei poteri in situazioni di emergenza, l’introduzione di leggi contro la comunità LGBT e le restrizioni imposte al diritto di richiedere asilo.

Uno degli esempi più lampanti è la limitazione della libertà di stampa. Media indipendenti e voci critiche si trovano sotto costante pressione, in un clima che vede l’informazione sempre più sotto il controllo diretto o indiretto del governo. La morsa si stringe non solo sui giornalisti, ma anche sull’accesso dell’opinione pubblica a fonti di informazione non allineate.

La situazione della libertà politica non è da meno. Le elezioni, pur formalmente libere, si svolgono in un contesto in cui l’opposizione lotta contro un sistema che sembra disegnato per mantenere al potere il partito di Orbán. Le leggi elettorali, la distribuzione dei fondi pubblici, la composizione degli organismi di controllo, tutto sembra confluire a favore dell’attuale leadership.

Durante le recenti campagne elettorali, il candidato dell’opposizione a primo ministro, Péter Márki-Zay, ha avuto un accesso molto limitato ai media pubblici, con solo cinque minuti concessi per presentare il suo programma elettorale nei canali finanziati dai contribuenti. Ciò sottolinea la sfida che l’opposizione deve affrontare nell’ottenere visibilità e raggiungere il pubblico attraverso i canali televisivi mainstream.

In questo panorama, è inevitabile sottolineare come il caso di Ilaria Salis sia solo l’esempio dell’emergenza democratica che si è venura a creare nel paese est europeo. Fa anche riflettere come la presidente del consiglio Giorgia Meloni, che non ha mai nascosto una certa ammirazione per il modello ungherese, non si sia ancora pronunciata sulla vicenda e più in generale si trovi ora a dover bilanciare il proprio orientamento politico filo Orbán con gli standard democratici e libertari che l’Europa si aspetta dai suoi membri.

Meloni ha difeso l’Ungheria dalle condanne dell’Unione Europea, sostenendo che nel Paese vigeva un sistema democratico e che le elezioni vinte da Orbán con ampio margine dimostravano il sostegno popolare al suo governo. Ha inoltre criticato l’approccio dell’UE, affermando che sarebbe più produttivo avvicinare le nazioni europee anziché allontanarle. Secondo Meloni, le accuse mosse contro l’Ungheria dovrebbero essere meglio circostanziate e non basate su simpatie o antipatie politiche. Queste dichiarazioni rivelano una chiara linea di sostegno al ruolo di Orbán ed una visione critica verso le azioni dell’Unione Europea nei confronti dell’Ungheria.

Il rapporto tra Orbán e Meloni solleva interrogativi non solo sulla natura delle loro relazioni politiche, ma anche sulle possibili influenze che il modello ungherese potrebbe esercitare sull’Italia. L’Ungheria di Orbán è un esempio di come una democrazia possa trasformarsi in un regime autoritario senza un colpo di stato, ma attraverso un graduale soffocamento delle libertà e delle istituzioni democratiche.

Questa deriva autoritaria non è un fenomeno isolato, ma un campanello d’allarme per tutte le democrazie, Italia inclusa. La storia ci insegna che le libertà, una volta perdute, sono difficili da riconquistare. Il caso ungherese dovrebbe essere un monito per il nostro Paese e per l’intera Europa: la democrazia non è un dato acquisito, ma un bene prezioso da difendere ogni giorno.

Filippo Piccini

Condividi:

© 2012-2024 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?