DA UN’OPPOSIZIONE DURA AD UN GOVERNO IN DIFFICOLTÀ

meloni von der leyen croce rossa

La tematica dei migranti è sempre stata al centro del dibattito politico italiano. Dal momento della sua nascita, il partito Fratelli d’Italia (FdI) guidato da Giorgia Meloni ha assunto una posizione chiara e a volte controversa sul tema dell’immigrazione. Nei suoi anni all’opposizione e ora al governo, Meloni e i suoi hanno articolato un’ideologia che si basa sulla protezione della sovranità nazionale, dell’identità italiana e sul rigore nell’accoglienza. Il decreto migranti approvato ieri dal Consiglio dei ministri rappresenta una delle iniziative più significative dell’attuale governo in materia. Se da un lato risponde con misure solo di facciata alle richieste di chi chiedeva regole più rigide, dall’altro solleva non poche preoccupazioni.

Mentre era all’opposizione, Meloni criticava frequentemente le politiche dei precedenti governi per essere troppo permissive, suggerendo che l’Italia rischiasse di perdere il controllo dei suoi confini e proponendo per questo un blocco navale per evitare il sopraggiungere di nuovi sbarchi. La sua visione era quella di una nazione che avrebbe dovuto prima prendersi cura dei propri cittadini e solo dopo degli altri, sostenendo la necessità di una politica di immigrazione più severa.

Con l’ascesa al governo, Fratelli d’Italia ha avuto l’opportunità di mettere in pratica le sue idee. Ciò che è diventato evidente però è che, mentre la retorica del partito è chiaramente orientata alla protezione delle frontiere, nella pratica, le politiche sono state più sfaccettate. Certo, ci sono stati momenti in cui il governo Meloni ha adottato una linea dura, come quando ha criticato le ONG per aver salvato migranti in mare o ha chiesto rimpatri più efficienti, tuttavia, c’è anche stata una crescente comprensione che una risposta puramente repressiva non è sostenibile né desiderabile. Di conseguenza, il governo ha cercato di bilanciare la sicurezza con il rispetto dei principi fondamentali e delle politiche europee.

Una delle misure più controverse dell’ultimo decreto è la “stretta” sugli accertamenti per i minori stranieri non accompagnati. L’obiettivo è svelare i casi di falsa dichiarazione di età, ma la modalità proposta (che include il ricorso a raggi X e altri esami medici) sembra eccessiva e invasiva, oltre che tecnicamente difficilmente praticabile. Oltre a poter rappresentare un trauma per i giovani coinvolti, c’è il rischio di incorrere in errori, con conseguenze gravi per chi viene considerato erroneamente maggiorenne. Inoltre, la possibilità di espulsione per falsa attestazione sembra una risposta sproporzionata, anche perchè allo stato attuale è già difficile gestire fisicamente le espulsioni di chi ha commesso reati ben più gravi. La migrazione, soprattutto quando coinvolge minori, è un fenomeno complesso, e le ragioni che spingono a fornire informazioni errate possono essere molteplici, non necessariamente riconducibili a tentativi di truffa o inganno.

Mentre la retorica di Fratelli d’Italia sugli immigrati è stata costantemente difensiva e incalzante, nella pratica, la situazione è più complessa e sembra non riuscire a coniugarsi con gli slogan della campagna elettorale o con le misure propagandistiche adottate, volte più a fare notizia che a gestire e governare realmente la situazione. Ciò che è chiaro è che l’immigrazione rimarrà al centro dell’agenda politica italiana per gli anni a venire. È essenziale che tale volontà si traduca in misure equilibrate e rispettose dei diritti umani. Il rischio, altrimenti, è di adottare soluzioni troppo rigide che, invece di risolvere il problema, potrebbero acuirlo o spostarlo altrove creandone di altri.

Filippo Piccini

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