Ustica, Amato: “Il Dc9 fu abbattuto da un missile francese. Macron porga le sue scuse all’Italia”

dc9 ustica

Il Dc9 dell’Itavia fu abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 da un missile lanciato da un caccia francese nel tentativo di abbattere l’aereo su cui volava il leader libico Gheddafi. Lo dice l’ex premier, Giuliano Amato, in un’intervista rilasciata oggi a ‘Repubblica‘ in cui si attribuisce a chiare lettere la responsabilità dell’abbattimento.

Una strage, quella di Ustica, che è sempre stata avvolta nel mistero tra depistaggi e resistenze da parte dei militari a rivelare la verità. La sera del 27 giugno di 43 anni fa un aereo di linea in viaggio da Bologna a Palermo, con 81 persone a bordo, di cui 13 bambini, precipitò nel mare vicino Ustica senza lasciare scampo a nessuno.

CRAXI AVVISO’ GHEDDAFI DEL PERICOLO

Fu “Bettino (Craxi ndr) ad avvertire Gheddafi del pericolo nei cieli italiani. Non aveva certo interesse che venisse fuori una tale verità: sarebbe stato incolpato di infedeltà alla Nato e di spionaggio a favore dell’avversario- si legge nell’intervista- La nostra aeronautica era schierata in difesa della menzogna. C’era qualcosa di molto inquietante in tutto questo. Se tanti militari, tutti con incarichi ufficiali molto importanti, dicevano la stessa cosa palesemente falsa dietro doveva esserci un segreto molto più grande di loro. Un segreto che riguardava la Nato“.

L’ABBATTIMENTO

Perché fu abbattuto l’aereo? “La versione più credibile è quella della responsabilità dell’aeronautica francese, con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno. Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione. E il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro il leader libico: l’esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l’attentato come incidente involontario– dice Amato- Gheddafi fu avvertito del pericolo e non salì sul suo aereo. E il missile sganciato contro il Mig libico finì per colpire il Dc9 dell’Itavia che si inabissò con dentro ottantuno innocenti. L’ipotesi più accreditata è che quel missile sia stato lanciato da un caccia francese partito da una portaerei al largo della costa meridionale della Corsica o dalla base militare di Solenzara, quella sera molto trafficata. La Francia su questo non ha mai fatto luce”.

“MACRON CHIEDA SCUSA”

L’ex premier conclude: “Mi chiedo perché un giovane presidente come Macron, anche anagraficamente estraneo alla tragedia di Ustica, non voglia togliere l’onta che pesa sulla Francia. E può toglierla solo in due modi: o dimostrando che questa tesi è infondata oppure, una volta verificata la sua fondatezza, porgendo le scuse più profonde all’Italia e alle famiglie delle vittime in nome del suo governo. Il protratto silenzio non mi pare una soluzione”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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