Il pianeta verde // Coline Serreau

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Il pianeta verde è un film del 1996 diretto da Coline Serreau, regista francese nota per le sue commedie sociali e ambientaliste. Il film è una satira fantascientifica che immagina un mondo in cui gli esseri umani sono scomparsi e il pianeta è abitato da creature aliene pacifiche e armoniose. Ha vinto il premio speciale della giuria al Festival internazionale del film fantastico di Bruxelles e ha ricevuto recensioni positive da parte della critica, che ha apprezzato la sua originalità, il suo umorismo e il suo messaggio ecologico, nonostante sia stato accusato da altri di essere troppo ingenuo, moralista e utopistico.

La trama del film segue le avventure di cinque alieni provenienti dal pianeta verde, un luogo idilliaco dove non esistono conflitti, violenza, malattie o inquinamento. Gli alieni sono dotati di poteri telepatici e telecinetici e sono in grado di comunicare con tutti gli esseri viventi. Un giorno decidono che qualcuno sarebbe dovuto andare sulla Terra, che era da molto che non andavano a visitare, e si propone di farlo Mila (interpretata dalla stessa Coline Serreau) insieme ai suoi figli, spinta dalla volontà di cercare le sue origini e “deconnettere” le persone per farle evolvere più rapidamente. Arrivati sul nostro pianeta, gli alieni si confrontano con le differenze tra la loro cultura e quella umana, tra cui il concetto di sesso, famiglia, religione, politica e arte. Gli alieni si rendono conto che gli umani hanno distrutto il loro pianeta a causa della loro avidità, della loro aggressività e della loro ignoranza.

Il film ha avuto una distribuzione limitata in Francia e non è mai uscito nelle sale italiane. Tuttavia, è diventato un cult grazie alla diffusione su internet e alle proiezioni organizzate da associazioni ecologiste e alternative. L’opera contiene diversi riferimenti culturali e storici, come la presenza di Gesù e Bach tra gli abitanti del pianeta verde.

Il pianeta verde è una riflessione profonda e filosofica sul senso della vita e sul rapporto tra l’uomo e la natura, invitando lo spettatore ad interrogarsi sulle conseguenze delle scelte umane sul destino del pianeta e sulla possibilità di un cambiamento positivo. Il film propone una visione utopica di un mondo in cui regnano l’amore, la pace e il rispetto per tutte le forme di vita, suggerendo che gli alieni rappresentano la parte migliore dell’umanità, quella capace di empatia, solidarietà e creatività. L’opera della Serreau è un invito a riscoprire i valori essenziali dell’esistenza e a provare quanto meno a ritenersi capaci di immaginare un futuro migliore.

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