Geo Barents ‘disobbedisce’ al Governo ed effettua altri due salvataggi prima di dirigersi a La Spezia

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Sono 74 i minori non accompagnati presenti in questo momento sulla Geo Barents, la nave impiegata per le operazione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo dalla ong Medici senza frontiere (Msf). Lo comunica la stessa organizzazione mentre il suo mezzo è diretto verso il porto ligure di La Spezia, il luogo di approdo che le è stato assegnato dalle autorità italiane. Negli ultimi tre giorni l’imbarcazione ha recuperato 237 persone in acque internazionali o nei pressi della Libia o direttamente nella zona di search and rescue (Zona Sar) di pertinenza di Tripoli. A bordo ci sono 87 minori di cui, appunto, 74 non accompagnati. La nave della ong ha effettuato due nuovi interventi dopo aver soccorso i primi migranti, andando contro le nuove regole italiane che impongono ai soccorritori di recarsi al più presto al porto assegnato.

Ventidue, stando a quanto rende noto Msf, le nazionalità delle persone salvate: Bangladesh, Benin, Burkina Faso, Ciad, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea-Bissau, Guinea-Conakry, Libia, Mali, Marocco, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Sud Sudan, Sudan e Togo. Il benessere psicologico di questi migranti, denuncia l’organizzazione, “è a rischio per via delle tragiche esperienze subite“. Su Twitter l’ong ha ribadito il suo appello al governo italiano affinché l’approdo le venga autorizzato in un porto più vicino. L’arrivo a La Spezia è previsto per sabato.

SEA-WATCH: ITALIA VIOLA DIRITTO DANDO PORTO PIÙ LONTANO

“Il governo italiano continua a violare il diritto internazionale e i diritti umani delle persone soccorse in mare: i 237 naufraghi a bordo di Geo Barents di Medici senza frontiere toccheranno terra al porto di La Spezia, tra i più lontani mai concessi“. Così scrive in una nota l’ong tedesca Sea-Watch commentando gli ultimi aggiornamenti sul salvataggio eseguito dalla geo Barents. Sea-Watch, a sua volta impegnata nel Mediterraneo centrale per il salvataggio dei migranti, continua: “Dopo giorni nel Mediterraneo, le autorità italiane costringono le persone ad altre decine e decine di ore di viaggio, in mare, con il rischio di peggioramenti meteorologici e l’unico vile obiettivo di infliggere altre sofferenze, tenendo le navi delle Ong lontane dalle zone Sar (Ricerca e soccorso, ndr). Il risultato? Un Mediterraneo sempre più deserto e senza soccorsi, con più respingimenti e morti. La nostra solidarietà alle persone soccorse da Medici senza frontiere e all’equipaggio di Geo Barents, costretti a subire i soprusi di una politica senza umanità”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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