Von der Leyen a Davos: un piano UE per la transizione ecologica

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Investimenti per l’energia pulita e un fondo di sovranità europeo per innovazione Green Economy, l’economia legata alla transizione ecologica.

La Ue deve “realizzare la transizione verso le emissioni zero senza creare nuove dipendenze” e per farlo “abbiamo un Piano industriale per il Green Deal“, annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dal palco del World Economic Forum di Davos.

“Dobbiamo essere competitivi con le offerte e gli incentivi che sono disponibili all’esterno dell’Unione europea”, chiosa von der Leyen. Un riferimento neanche troppo implicito al piano di riduzione dell’inflazione annunciato negli Stati Uniti dal presidente Biden, che si propone di attrarre investimenti sull’energia verde e le tecnologie pulite: una legge considerata la scelta più importante di politica ambientale dall’accordo di Parigi del 2015.

Sul piano finanziario, “gli aiuti di Stato sarebbero una soluzione limitata”, aggiunge la presidente della Commissione: per evitare la frammentazione del Mercato unico “dobbiamo aumentare i finanziamenti Ue” e “per il medio termine prepareremo un Fondo sovrano europeo nella revisione del nostro bilancio 2023″. Sul piano normativo, “proporremo un nuovo ‘Net Zero Industry Act” sulla falsariga del Chips Act.

“Ciò fornirà una soluzione strutturale – prosegue von der Leyen – per aumentare le risorse disponibili per la ricerca, l’innovazione e i progetti industriali strategici. Ma poiché ciò richiederà del tempo, esamineremo una soluzione ponte per fornire un supporto rapido e mirato dove è più necessario”.

Sugli investimenti energetici la presidente della Commissione ha anche sottolineato: “L’Europa e gli Stati Uniti da soli intendono investire quasi 1 trilione di dollari per accelerare l’energia pulita. Abbiamo il potenziale per promuovere in modo massiccio il percorso verso la neutralità climatica. Non è un segreto – ha aggiunto – che alcuni elementi dell’Inflation Reduction Act degli Usa abbiano sollevato preoccupazioni, specie per gli incentivi mirati alle aziende. Ecco perché abbiamo lavorato con i nostri amici degli Stati Uniti per trovare soluzioni. Ad esempio, in modo che anche le aziende della UE possano beneficiare della legge sulla riduzione dell’inflazione. Dovremmo garantire che i nostri rispettivi programmi di incentivi siano equi e reciprocamente rafforzati. Al centro della visione comune c’è la nostra convinzione che la concorrenza e il commercio siano la chiave per accelerare la tecnologia pulita e la neutralità climatica”.

A proposito delle forniture energetiche von der Leyen ha chiarito: “L’Unione europea ha già sostituito l’80% delle forniture di gas dalla Russia e parallelamente abbiamo riempito i nostri depositi – ovviamente riducendo la nostra domanda di oltre il 20% nel periodo da agosto a novembre”.

Semplificare le norme sugli aiuti di Stato, promette anche la presidente della Commissione: “Per mantenere l’attrattiva dell’industria europea, è necessario essere competitivi con le offerte e gli incentivi attualmente disponibili al di fuori dell’UE. Per questo proporremo di adeguare temporaneamente le nostre norme sugli aiuti di Stato per velocizzarle e semplificarle”.

Replica a distanza il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti dall’Ecofin: “Il semplice allentamento delle regole degli aiuti di Stato non è una soluzione perchè sarebbe sproporzionato avvantaggiare gli Stati membri che godono di un margine di bilancio più ampio, aggravando così le divergenze economiche all’interno dell’Unione”.

fonte: RaiNews.it

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