Alla rivoluzione sulla due cavalli // Maurizio Sciarra

alla rivoluzione sulla due cavalli

Alla rivoluzione sulla due cavalli è un film del 2001 diretto da Maurizio Sciarra e pellicola d’esordio dell’attore Adriano Giannini. Ha vinto il Pardo d’Oro al Festival del cinema di Locarno ed è stato riconosciuto come film d’interesse culturale nazionale dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero per i beni e le attività culturali. Il soggetto del film è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore Marco Ferrari.

Siamo all’alba del 25 aprile 1974, in quella data che diventerà la Festa della Liberazione anche per il Portogallo. Marco (Adriano Giannini), un ragazzo italiano di 25 anni che vive a Parigi, parte insieme al suo amico Victor (Andoni Gracia) ed alla sua ex ragazza Claire (Gwenaelle Simon) su una Citroen 2 CV gialla in direzione di Lisbona. Nella notte infatti è lì terminata la più lunga dittatura europea (instaurata da Antonio Salazar nel 1933) con una rivoluzione pacifica, che verrà chiamata “rivoluzione dei garofani” dal gesto della fioraia Celeste Caeiro che offrì nella piazza assediata i garofani rossi ai soldai che li infilarono nelle canne dei loro fucili.

Durante il tragitto, che rende il film principalmente un road movie, incontreranno non poche difficoltà e conosceranno persone di varia umanità, ma soprattutto avranno modo di ricordare gli anni che si sono lasciati alle spalle e riflettere, tra divertimento e nostalgia, sul senso delle loro vite da venticinquenni. Una volta giunti a Lisbona si trovano di fronte ad una rivoluzione che è già avvenuta e che non ha bisogno di loro, ma il mutamento è anche interiore, perchè l’incontro con la libertà che da ideale si è trasformato in realtà, li farà simbolicamente entrare definitivamente nella vita adulta.

Il film incrocia due miti: la rivoluzione dei garofani e la 2 CV, e li accompagna con altri due, l’amicizia e l’amore. L’auto scelta che dà anche il nome al film, la mitica Citroen, è il simbolo stesso della libertà che per intere generazioni ha rappresentato l’ideale del vaggio senza frontiere con il vento tra i capelli e tutto ciò di cui si aveva bisogno (cioè niente) portato con sè entro quelle quattro ruote. Ma ciò che più rimane di universale è lo spirito di quella generazione che “voleva seppellire i tiranni con una risata” e che ci riuscì in quella che fu forse l’ultima rivoluzione romantica della storia.

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