8 novembre 1923: il Putsch di Monaco

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La sera dell’8 novembre l’estrema destra bavarese comincia quello che sarà ricordato come il “Putsch di Monaco”, un tentativo di colpo di Stato in Germania attraverso un’operazione del tutto improvvisata e per nulla studiata e organizzata. Hitler infatti, scartati i due piani precedentemente ideati che intendevano emulare la marcia su Roma di Mussolini avvenuta alcuni mesi prima, ne improvvisò uno all’ultimo momento.

L’occasione fu data da un comizio organizzato dal presidente della Baviera Gustav von Kahr, già investito di poteri dittatoriali, presso una grande birreria di Monaco di proprietà della Lowenbrau. Dinnanzi a quasi tremila persone Hitler irruppe nella sala ed auto proclamò che la rivoluzione nazionale era scoppiata sotto le effigi della svastica. Dopo un iniziale smarrimento e contrarietà dello stesso Kahr, l’appoggio al golpe sembrava ormai ufficializzato, salvo poi ritrattarlo allontanandosi dalla birreria per andare a comunicare alle autorità la sua ufficiale estraneità e contrarietà ai fatti.

Il giorno successivo, la mattina del 9 novembre 1923, anniversario della proclamazione della Repubblica di Weimar, Adolf Hitler ed Erich Ludendorff (un generale prussiano eroe della prima guerra mondiale) marciarono alla testa di una colonna di circa tremila uomini in direzione del Ministero della Guerra, dove Ernst Röhm (il comandante delle SA, le squadracce naziste) era asserragliato insieme con le sue unità. Il corteo fu bloccato da un distaccamento di un centinaio di poliziotti armati di fucili, a cui fu intimato di abbassare le armi poiché era lì presente il generale Ludendorff. La richiesta non sortì l’effetto sperato, fu aperto il fuoco ed i nazisti contarono quattordici morti e alcuni feriti. Il generale fu arrestato sul posto e il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori fu messo fuori legge.

Hitler venne processato per alto tradimento e condannato a cinque anni di carcere, ma considerato relativamente innocuo, ottenne una riduzione della pena e venne rilasciato nel 1924 dopo solo nove mesi di pena detentiva Tuttavia la vicenda gli servì per diffondere il suo messaggio in tutta la Germania, e dal carcere, dopo aver letto il libro di Henry Ford L’ebreo internazionale, scrisse la sua famosa opera Mein Kampf che fu pubblicata nel 1925. Le prospettive di un Hitler al potere sembravano così remote, a quel tempo, che nessuno prese seriamente i suoi scritti.

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