Arizona Dream // Emir Kusturica

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Arizona Dream è un film di Emir Kusturica che si sarebbe dovuto chiamare Il valzer del pescefreccia, ma nel compromesso raggiunto con il produttore statunitense, per questa sua prima e unica opera sul suolo americano, è prevalso il titolo più commerciale. La sceneggiatura invece era di un suo allievo, David Atkins, conosciuto dal regista durante un corso alla Columbia University. Nonostante la pellicola fosse già pronta nel 1991, dovette attendere altri due anni per uscire sugli schermi negli U.S.A. e addirittura il 1998 in Italia. È riuscito a vincere l’Orso d’argento e il Gran Premio della Giuria al quarantaduesimo Festival internazionale del cinema di Berlino.

Axel Blackmar (Johnny Depp), è un tenero, innocente, malinconico e buffo ragazzo che, dopo la morte dei genitori, si è trasferito a New York dove lavora al dipartimento per la pesca e la caccia. In occasione del matrimonio di suo zio Leo (Jerry Lewis), Axel torna in Arizona per fare da testimone alle nozze. Inizialmente ansioso di ritornare a New York, il ragazzo cambia idea nel momento in cui incontra Elaine (Faye Dunaway), una stravagante vedova che ha ucciso suo marito e che vive con la giovane e nevrotica figlia Grace (Lili Taylor). Axel si trova diviso tra i diversi desideri dello zio, che sogna di arrampicarsi fino alla Luna grazie a una montagna di Cadillac, di Elaine, che desidera volare costruendo una macchina volante, di Grace, che vorrebbe reincarnarsi in una tartaruga, e di Paul (Vincent Gallo), che sogna di diventare un attore interpretando film che odia. Ma, affinché alcuni sogni sopravvivano, altri sono costretti a morire.

L’autore mescola il melodramma familiare alle gag da comica muta, affronta temi come il non voler diventare adulti perchè comporta troppi sacrifici, responsabilità e delusioni; il rifugiarsi nel mondo dei sogni per non dover affrontare la crudele realtà, primo fra tutti la morte. Il sogno come unico modo per sopportare il male di vivere, ed è proprio con un sogno che si apre e si chiude Arizona Dream, come a voler esplicitare la sua natura libera da vincoli e direzioni che si riflette sulla storia dei personaggi e in particolare del protagonista Axel.

Lontanissimo da logiche e convenzioni narrative, è proprio questo che lo rende un piccolo capolavoro, attraverso cui il regista riesce a portare la sua folle e visionaria sarabanda balcanica, musicalmente completata dall’immancabile Goran Bregovic con addirittura due brani cantati da Iggy Pop. Kusturica riesce a realizzare, nella profonda America, un film definitivamente suo, in cui non rinuncia, anzi dà vigore, alla sua poesia, al suo gusto per l’assurdo, alla commedia intrisa di tenerezza; come dimostra anche la meravigliosa surrealtà della cornice in Alaska, dove due eschimesi che somigliano a Leo e Paul sono alle prese con uno strano pesce, che, mentre loro parlano, prende il volo.

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