23 agosto 1979: Franco Freda estradato dal Costa Rica

freda magistrati

Il 23 agosto del 1979 viene consegnato alle autorità italiane, dopo l’arresto avvenuto in Costa Rica, l’esponente dell’estrema destra italiana Franco Freda, condannato all’ergastolo il 23 febbraio dello stesso anno per la strage di piazza Fontana a Milano.

Nell’ambito dell’estrema destra italiana è conosciuto con il soprannome l’Editore, per il lavoro principale da lui svolto. Freda dirige infatti la collana di ispirazione neofascista, tradizionalista e neonazista delle Edizioni di Ar (abbreviazione di “Aristocrazia ariana”), da lui fondate nel 1963, e per le quali sarà condannato a quindici anni di carcere per associazione sovversiva.

È stato condannato anche per una serie di attentati esplosivi (bombe del 25 aprile 1969 e attentati ai treni dell’estate 1969, questi ultimi che causarono 12 feriti) compiuti tra gli anni sessanta e gli anni settanta nell’ambito della cosiddetta strategia della tensione in Italia.

Accusato di aver organizzato la strage di piazza Fontana del 1969, è stato definitivamente assolto per mancanza di prove (cosiddetta “formula dubitativa”) dalla corte d’assise d’appello di Bari e da quella di Catanzaro, sentenza confermata in Cassazione nel 1987.

Nel 1990 Franco Freda promuove la costituzione del Fronte Nazionale di cui, oltre che fondatore, sarà anche il reggente. Freda durante una riunione sottolinea l’esigenza di difendere l’omogeneità etnica italiana ed europea, individuando nei crescenti flussi migratori non indoeuropei un pericoloso attacco alla stessa. Sarà in seguito condannato a sei anni per istigazione all’odio razziale in relazione al Fronte Nazionale, che verrà sciolto dal Consiglio dei ministri nel 2000 sulla base della legge Scelba e della legge Mancino.

Nel 2005 la Cassazione ha affermato che la strage di Piazza Fontana fu realizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura», dichiarandoli però non più processabili in quanto «irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari». Freda ha sempre negato questa accusa, giudicando la strage come “immorale”.

Si è definito politicamente un “nazi-maoista” per le sue teorie a metà strada tra nazismo e maoismo. Freda ha curato anche sul quotidiano di destra Libero la rubrica culturale L’inattuale, durante la direzione di Maurizio Belpietro. Nel 2018 Freda ha espresso sostegno al ministro dell’Interno e vicepremier leghista Matteo Salvini definendolo un “salvatore della razza bianca”.

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