2 agosto 1990: l’Iraq invade il Kuwait

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L’Iraq, con centomila uomini e trecento carri armati al comando di Saddam Hussein, invade il Kuwait, e nel giro di tre giorni prende il controllo del piccolo emirato ricco di pozzi petroliferi. Il Kuwait non aveva allertato le proprie Forze Armate che, in tal modo, furono colte di sorpresa. La guerra si conclude con l’annessione, non riconosciuta dall’ONU, del Kuwait all’Iraq.

Il Kuwait fu un ottimo alleato dell’Iraq durante la guerra Iran-Iraq (combattuta tra i due Paesi dal settembre 1980 all’agosto 1988) poiché possedeva il più importante porto del golfo Persico, dopo che quello di Bassora venne distrutto nei combattimenti. Tuttavia, a guerra conclusa, gli iracheni non erano nella posizione finanziaria di ripagare i 14 miliardi di dollari che il governo del Kuwait aveva prestato loro; non potendo quindi onorare il debito e non riuscendo ad ottenerne un condono, gli iracheni diedero il via all’invasione.

Gli iracheni non affermarono mai di aver invaso il Kuwait per prendere il controllo delle sue risorse, ma di averlo fatto perché consideravano il Kuwait come parte dell’Iraq, separatosi a causa dell’imperialismo britannico. Dopo la firma della Convenzione anglo-ottomana del 1913, il Regno Unito strappò il Kuwait all’Impero ottomano. Il governo iracheno affermò inoltre che l’Emiro del Kuwait era una figura molto impopolare. Rovesciando l’Emiro, l’Iraq dichiarò di voler garantire un’estesa libertà politica ed economica ai kuwaitiani. Oltretutto, gli iracheni rivendicavano l’accesso al mare che l’Alto Commissariato Britannico ai tempi del colonialismo gli negò con l’intenzione di non farglielo avere per non minacciare il dominio britannico del golfo.

Dopo la vittoria decisiva irachena, Saddam Hussein nominò Alaa Hussein Ali Primo Ministro della nuova Repubblica del Kuwait e Ali Hassan al-Majid Governatore. Il 3 agosto 1990 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approvò la Risoluzione 660 che condannava l’invasione irachena del Kuwait, chiedendo il ritiro incondizionato di tutte le forze dell’Iraq dispiegate nei territori occupati, senza esito positivo. Durante i sette mesi di occupazione irachena, le forze di Saddam Hussein si resero responsabili di ingenti saccheggi e numerose violazioni dei diritti umani. Durante questo periodo, circa 1.000 civili kuwaitiani furono uccisi e più di 400.000 residenti lasciarono il paese.

L’invasione e l’occupazione del Kuwait vennero condannate all’unanimità dalle maggiori potenze mondiali. Dopo una serie di negoziati falliti, la Coalizione dell’ONU, guidata dagli Stati Uniti, lanciò un massiccio assalto militare in Iraq e contro le forze irachene nel Kuwait. Alla scadenza dell’ultimatum dell’ONU, alle 02:38 del mattino ora di Baghdad del 17 gennaio 1991, inizierà l’operazione Desert Storm, la più imponente azione militare alleata dal 1945 in poi. Entro il 16 gennaio, gli aerei della Coalizione colpiranno diverse basi militari distruggendo le forze aeree irachene. Le ostilità continuarono fino a fine febbraio e il 25 di quel mese il Kuwait fu ufficialmente liberato dall’Iraq.

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