FINCHÉ SIAMO IN TEMPO

alika assassinio

Quanto avvenuto nella cittadina marchigiana di Civitanova Marche negli scorsi giorni ha indignato tutti. A quanti sarà capitato di incrociare un venditore ambulante, per di più claudicante, che con in mano dei fazzoletti cerca di venderceli o ci chiede l’elemosina? Nelle città è un qualcosa all’ordine del giorno e pensare che tale gesto possa darci talmente fastidio da provocare una nostra reazione che porti ad uccidere una persona di questo tipo a mani nude è pura follia.

Ma che cos’è che alimenta questo sentimento di odio nei più suscettibili? La politica ha una responsabilità enorme a riguardo. Chi cerca consensi alimentando i malumori nei confronti degli immigrati e ne ha fatto un vero e proprio mestiere, senza il quale non riuscirebbe ad ottenere gli stessi successi, ne è il principale fautore. Non è un mistero infatti che i partiti di Destra hanno sempre basato la loro propaganda sul rimpatrio degli immigrati, sul costo del loro mantenimento per i cittadini italiani, sugli efferati reati di cui si macchierebbero e quant’altro contribuisca a creare intorno alla figura dello straniero un’aurea di malvagità e di disprezzo.

La campagna elettorale che è appena cominciata e che è stata voluta da tutti i partiti di centrodestra, cogliendo al volo l’occasione dello strappo di Conte con il governo Draghi, non è esente da questo meccanismo. Lo slogan “prima gli italiani” è stato rispolverato in tempi record e contiene in sostanza tutto quanto detto poco sopra.

Nelle Marche, dove ricordiamocelo governa il centrodestra con un esponente di Fratelli d’Italia, c’è evidentemente un problema di intolleranza e di razzismo. Negli ultimi anni in questa regione abbiamo assistito al brutale assassino di Emmanuel, che era intervenuto a difesa di sua moglie appellata come “scimmia africana”, all’attentato di Macerata ad opera di Luca Traini, sempre durante una campagna elettorale (quella del 2018), che con una pistola è andato in giro a sparare a caso su chiunque avesse la pelle nera, e adesso l’omicidio a mani nude di Alika Ogochukwu che ha avuto la sola colpa di provare a vendere dei fazzoletti per i quali possedeva anche una regolare licenza da venditore ambulante.

Inoltre, il fatto di cronaca di questi giorni, ha fatto venire fuori anche degli altri casi isolati che si verificano, ma di cui solitamente non se ne parla, e che per un soffio non raggiungono la tragedia, come il marocchino accoltellato a Recanati e salvato solo per miracolo da un barista del luogo.

Tornando all’omicidio di Civitanova, molto si è detto sulle persone che non sono intervenute e si sono limitate a girare il video dell’assassinio senza evitarne il tragico esito. Finchè erano in tempo avrebbero potuto cercare di dividere i due, al costo anche di rimetterci, certo, ma probabilmente il finale sarebbe stato diverso. Sicuramente quelle stesse persone se tornassero indietro si comporterebbero diversamente cercando di fare qualcosa.

Finchè si è in tempo tutto è ancora possibile. Così come è possibile evitare che il nostro Paese sprofondi in cinque anni di governo di Destra in cui intolleranza e discriminazione passeranno dalla propaganda all’esecutivo e le persone a cui questi temi sono più cari, perfino legittimate a metterli in pratica. La Destra di Orban, di Bannon, della Le Pen, di tutte quelle figure che sono tra gli alleati e gli sponsor dei due principali partiti che andrebbero al governo, finchè siamo in tempo, cerchiamo di fermarla andando a votare. Perchè poi sarà troppo tardi, certi meccanismi una volta avviati sono purtroppo irreversibili, e i valori che soffocano non più salvabili.

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