Bangla // Phaim Bhuiyan

bangla locandina

Bangla è un film del 2019, opera prima di Phaim Bhuiyan, che nel 2022 ha dato vita anche all’omonima serie tv dal discreto successo. Il film però è stata la vera rivelazione, decisamente creativo e intelligente, dalla regia tutt’altro che elementare e scontata, gli è valso il premio di miglior regista esordiente ai David di Donatello 2020.

Phaim è un ragazzo 50% romano e 50% bengalese, un melting pot di appena 22 anni che riesce ad unire la moschea con la coca cola, il sari con i jeans o Torpignattara e Roma Nord. Proprio il territorio di Roma Est fa da sfondo all’intero film e lo caratterizza; il quartiere appare infatti con le sue bellezze autentiche come la street art che “invecchia come le persone”, ma anche i suoi angoli meno affascinanti. L’incontro con una ragazza (Carlotta Antonelli) creerà in lui difficoltà fino a quel momento del tutto inattese.

Il film, seppure non privo di alcune ingenuità, si fa apprezzare per la sua storia fresca e soprattutto autentica, che descrive una realtà che spesso ci riguarda così tanto da vicino da quasi non vederla, o nel peggiore dei casi ignorarla. Phaim è anche il protagonista, un po’ alla Nanni Moretti, di cui forse ricorda alcuni aspetti. Le citazioni ai classici del cinema non mancano, e non è difficile trovarci alcuni elementi dei film di Woody Allen, ma anche di Ovosodo e delle prime pellicole di Muccino.

Bangla è la storia di un’apertura ad un sentimento che invita ad abbandonare la propria comfort-zone, mentale e materiale. Uscito quando si faceva propaganda soltanto sugli sbarchi e l’immigrazione, con tanto di navi bloccate illegalmente nei porti, questo film è un invito alla tolleranza e all’accettazione di chi è a tutti gli effetti italiano, nonostante non gli venga riconosciuta la cittadinanza. E al tempo stesso uno schiaffo a qualsiasi ottusità morale e sentimentale.

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