A Roma il convegno Igf-Inps su transizione digitale e Pnrr

convegno igf inps

Digitalizzazione della Pa, Pnrr e competenze digitali. Parte il convegno a Roma organizzato da Internet Governance Forum e Inps. A palazzo Wedekind va in scena una giornata di lavori con due tavole rotonde che vedono rappresentanti istituzionali e stakeholders confrontarsi sui temi più attuali legati alla transizione digitale. Tra gli interventi, quello del presidente Inps, Pasquale Tridico, e la partecipazione, fra gli altri, del direttore Agid, Francesco Paorici, del capo dipartimento per la Transizione digitale, Mauro Minenna, del capo Dipartimento per la Funzione Pubblica, Marcello Fiori.

Il presidente Igf Italia, Mattia Fantinati, aprendo il seminario ricorda che serve “cultura digitale” e obiettivi chiari, perché “se non ci chiediamo dove vogliamo arrivare nei prossimi cinque-dieci anni nel digitale, creeremo solo burocrazia. Dobbiamo mettere paletti fissi per far lavorare bene le istituzioni. Servono leggi, cultura, ma serve tantissimo il dibattito”.

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, intervenendo in apertura dei lavori sottolinea che l’Istituto è parte attiva nel processo di cambiamento in atto, “volendo collocarsi nel panorama di aziende pubbliche altamente digitalizzate, dove per i giovani è importante accedere a tecnologie avanzate, offrendo a ragazzi e neoassunti una prospettiva di carriera in un mondo completamente digitalizzato e con dei percorsi di carriera attrattivi, che si ispirino al merito, e politiche del personale all’avanguardia, che concilino lavoro e famiglia all’insegna del benessere del personale”. Poi un riferimento alla società 3-i che “testimonia ulteriormente la determinazione di operare in questo processo, realizzando un polo di servizi digitali per il welfare con risparmi di costi ma soprattutto con una potenza innovativa e una capacità d’investimento che consentiranno di migliorare i servizi di tutte le realtà coinvolte”.

Per Francesco Paorici, Direttore generale AgID, “c’è un quadro normativo che consente di scommettere sull’innovazione, target da raggiungere, percorsi condivisi con l’Europa. E cresce costantemente il numero di cittadini che fa ricorso ai canali digitali“. Paorici ricordando i numeri raggiunti da Spid sottolinea che “indicano il trend della domanda, cui la Pa deve rispondere ricordando come l’obiettivo ultimo sia dare servizi migliori ed efficienti garantendo rapidità e trasparenza”.

Nel corso dell’incontro, due le tavole rotonde dedicate a infrastrutture digitali, la politica di assunzioni nella Pa e la formazione del personale, l’orientamento nelle scuole per la valorizzazione dei talenti. La chiusura dei lavori è stata affidata a Francesca Bria, presidente Fondo Nazionale Innovazione, e Vincenzo Caridi, direttore generale Inps. “La Pa – afferma Bria – deve essere leva del cambiamento, fornendo l’indirizzo strategico al Paese anche nell’ambito dei percorsi digitali. Si deve creare un sistema sinergico tra pubblico e privato: l’Amministrazione non deve parlare a sé stessa, ma muoversi per il cittadino. È questo il ruolo importante che deve anche assolvere Igf, promuovendo il dibattito multistakeholder fra tutte le parti interessate. L’Italia sta investendo nella banda larga, nel cloud, nel 5G. Sta investendo sul futuro e sulla sostenibilità, senza retrocedere nella tutela dei diritti fondamentali. E qui- conclude Bria – il gap di genere e il gap generazionale devono essere colmati rapidamente, con politiche adeguate e con salari che consentano di attrarre giovani che sappiano rinnovare la Pa”.

Per il dg di Inps, Vincenzo Caridi, “la tecnologia è uno strumento, non è di per sé un’innovazione. Questa subentra se cambia il modello culturale, se cambiano i processi. L’Inps si sta aprendo sempre di più a questo cambiamento: dagli Stati generali dell’Informatica, poco prima della pandemia, abbiamo mostrato come i nostri progetti siano rivolti a questo fine. Sono in corso, col Pnrr, 70 processi da reingegnerizzare e abbiamo attivato il rinnovamento di 8.500 competenze digitali del personale nel biennio. Dobbiamo pensare a una sorta di Pnrr continuo per immaginare un sistema Paese che sia sempre in grado di stare al passo coi tempi”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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