19 aprile 1943: inizia la rivolta del ghetto di Varsavia

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Alle 6 del mattino del 19 aprile 1943, guidata da Mordechaj Anielewicz e Marek Edelman, inizia la rivolta del ghetto di Varsavia contro le truppe d’occupazione tedesche del generale Jürgen Stroop. All’interno del ghetto, una colonna di soldati tedeschi stava percorrendo la via Nalewki e, giunta all’incrocio con via Gesia, viene fatta bersaglio di colpi di arma da fuoco, bottiglie incendiarie e granate provenienti dalle finestre. I soldati indietreggiarono rapidamente e informarono subito dopo il proprio comandante che le forze tedesche non erano più presenti nel ghetto, contando alcune vittime.

La Polonia conquistata dai nazisti era stata divisa in due parti: le province occidentali polacche vengono annesse direttamente al Reich (circa 10 milioni di abitanti, di cui 600 mila tedeschi) mentre la restante parte della Polonia occupata dai nazisti (circa 12 milioni di abitanti, città come Cracovia, Varsavia, Lublino) viene trasformata in governatorato generale (Generalgouvernement), una sorta di protettorato coloniale sotto ferreo controllo nazista senza alcuna forma di sovranità. Scopo della guerra, per Hitler, è «la distruzione fisica del nemico. La Polonia sarà spopolata e colonizzata dai tedeschi».

Tra il 1939 e il 1941 il terrore nazista alterna uccisioni pianificate a metodiche violenze in apparenza casuali e gratuite. Cruenta è la repressione di tutta la popolazione: milioni di cittadini polacchi uccisi, imprigionati nei campi di concentramento nazisti, deportati in Germania ai lavori coatti. I polacchi, in quanto slavi, sono ritenuti dall’ideologia razziale tedesca dei «sotto-uomini» (Untermenschen), utili solo come schiavi del nuovo impero tedesco. Si cerca di cancellare la cultura polacca. La classe dirigente polacca viene per quanto possibile eliminata con apposite campagne di «pacificazione».

Dopo meno di un mese il bilancio finale sarà impietoso per i ribelli polacchi: più di 13 mila persone uccise dentro il ghetto, 7 mila prigionieri uccisi successivamente nel Campo di concentramento di Treblinka e altre 42 mila persone disperse nei campi di Majdanek, Poniatowa, Trawniki, Budzyn e Krasnik. Il ghetto alla fine di maggio sarà raso al suolo e sostituito dal campo di concentramento di KL Warschau.

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