8 marzo 1950: l’Unione Sovietica annuncia la bomba atomica

stalin vorosilov

Il generale Kliment Vorosilov annuncia al mondo che l’Unione Sovietica ha sviluppato e possiede la bomba atomica. Gli Stati Uniti perdono così il loro principale vantaggio militare, che possedettero per quattro anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La comparsa della stessa bomba atomica dell’Unione Sovietica significava che ora anche gli Stati Uniti potevano avere conseguenze molto disastrose in caso di conflitto armato con l’unica super potenza in grado di fronteggiarli.

Subito dopo l’impressionante dimostrazione di forza del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki del 6-9 agosto 1945, Stalin creò seduta stante un “Comitato statale per il problema N. 1” (che era la bomba atomica), a cui sarebbe presto stato aggiunto un “Comitato statale per il problema N. 2”, che riguardava la progettazione e la costruzione degli armamenti, bombardieri e missili, per poter impiegare concretamente la bomba contro gli Stati Uniti. Il più grande impedimento che inizialmente i sovietici dovettero affrontare fu quello dell’acquisizione del minerale di uranio che scarseggiava. Il primo reattore nucleare sovietico, che venne messo in funzione il 24 dicembre 1946, fu infatti rifornito usando l’uranio confiscato derivante dal programma nucleare tedesco.

Il 14 luglio 1949 gli Stati Uniti firmarono il mostruoso piano “Troyan”, in cui pianificavano di sganciare 300 bombe nucleari e 20.000 convenzionali sulle città dell’URSS, attraverso un massiccio attacco aereo. Erano trascorsi quattro anni e mezzo dalla fine della Seconda guerra mondiale, ma il mondo poteva esplodere in un nuovo e molto più temibile conflitto.

Il programma sovietico fu coronato con successo il 29 agosto 1949, con il test nome in codice “Operazione primo raggio” della prima bomba atomica a fissione al plutonio (che era sostanzialmente una copia dell’americana “Fat Man”) effettuato nel poligono di Semipalatinsk in Kazakistan. Per il test della prima bomba atomica a fissione all’uranio si dovette aspettare invece fino al 1951 mentre la prima bomba all’idrogeno fu fatta esplodere il 12 agosto 1953.

Negli anni successivi, lo scontro militare tra URSS e USA più di una volta minacciò di esplodere in una grande guerra. Ciò avvenne, ad esempio, nel 1961, quando i carri armati nordamericani si fermarono a pochi metri dal muro di Berlino; alcuni blindati sovietici avanzarono verso di essi, ma fortunatamente entrambe le parti mostrarono prudenza e i cannoni non furono azionati. Una situazione molto più grave si visse durante la crisi dei missili di Cuba nel 1962, che durò 13 giorni e notti.

Nel 1970 l’arsenale atomico mondiale contava più di 38.000 testate nucleari e, dopo un picco di 69.440 ordigni nucleari toccato nel 1986 a causa della politica di deterrenza reciproca formulata dalla teoria della distruzione mutua assicurata (MAD), è cominciato a calare raggiungendo l’attuale quota di circa 23.000 unità. Dopo la fine della guerra fredda il Trattato di non proliferazione nucleare, l’accordo con cui si cercò gradualmente di ridurre le armi nucleari in circolazione, cominciò a mostrare i suoi limiti: al numero in relativa riduzione degli ordigni nucleari si è associato un crescente numero di Paesi che oggi si stima siano in grado di produrre la bomba atomica, che secondo Agenzia internazionale per l’energia atomica sono più di 40.

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