Messa della Notte di Natale, il Papa: “Dare dignità al lavoro, basta morti”

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Papa Francesco ha celebrato la Messa della Notte di Natale nella Basilica di San Pietro. Bergoglio, giunto all’Altare della Cattedra, ha ascoltato la recita della Calenda, quindi ha svelato la statua del Bambino, l’ha baciata e l’ha incensata.

Un atto di devozione anche di fronte all’icona della Madonna Salus Populi Romani, cui è particolarmente legato, e dopo che un gruppo di bambini di diversa nazionalità hanno portato all’altare alcuni mazzi di fiori, ha ascoltato il coro della Sistina intonare il “Dominus dixit ad me”.

“Gesù nasce lì, vicino ai pastori, vicino ai dimenticati delle periferie – ha detto il Papa nella messa della Notte di Natale -. Viene dove la dignità dell’uomo è messa alla prova. Viene a nobilitare gli esclusi e si rivela anzitutto a loro: non a personaggi colti e importanti,ma a gente povera che lavorava”.

“Dio stanotte viene a colmare di dignità la durezza del lavoro – ha aggiunto -. Ci ricorda quanto è importante dare dignità all’uomo con il lavoro, ma anche ‘dare dignità al lavoro dell’uomo’, perché l’uomo è signore e non schiavo del lavoro. Nel giorno della Vita ripetiamo: basta morti sul lavoro! E impegniamoci per questo”.

“Guardiamo ancora al presepe e vediamo che Gesù alla nascita è circondato proprio dai piccoli, dai poveri – ha sottolineato il Pontefice -. Chi sono? ‘I pastori’. Erano i più semplici e sono stati i più vicini al Signore. Lo hanno trovato perché, ‘pernottando all’aperto,vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge’ (Lc2,8)”.

“Stavano lì per lavorare, perché erano poveri e la loro vita non aveva orari, ma dipendeva dal gregge – ha ricordato Francesco -. Non potevano vivere come e dove volevano, ma si regolavano in base alle esigenze delle pecore che accudivano”.

“Accogliere la piccolezza significa ancora una cosa: abbracciare Gesù ‘nei piccoli di oggi’. Amarlo, cioè, negli ultimi, servirlo nei poveri. Sono loro i più simili a Gesù, nato povero. Ed è in loro che Lui vuole essere onorato. In questa notte di amore un unico timore ci assalga: ferire l’amore di Dio, ferirlo disprezzando i poveri con la nostra indifferenza. Sono i prediletti di Gesù,che ci accoglieranno un giorno in Cielo”. Così il Papa nella messa della Notte di Natale.

“Non perdiamo di vista il Cielo, prendiamoci cura di Gesù adesso, accarezzandolo nei bisognosi, perché in loro si è identificato”, ha aggiunto.

Il Papa ha anche voluto citare un verso di una nota autrice americana: “Una poetessa ha scritto: ‘Chi non ha trovato il Cielo quaggiù lo mancherà lassù’ (E. Dickinson, Poems, P96-17)”.

fonte: RaiNews.it

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