Dodici anni fa moriva Stefano Cucchi. La sorella Ilaria: “Dal suo sacrificio nasca una speranza”

ilaria cucchi

Esattamente dodici anni fa, il 22 ottobre 2009, il cuore di Stefano Cucchi smetteva di battere. Erano le prime ore del giorno. Stefano, un diploma come geometra, 31 anni appena compiuti anche se sembrava un ragazzino, pesava solo 37 chilogrammi. Era ricoverato da alcune ore nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini di Roma. Era stato fermato solo qualche giorno prima, il 15 ottobre, dai carabinieri.

Nel giorno in cui ricorrono i dodici anni dalla sua scomparsa, la sorella Ilaria lo ha voluto ricordare di fronte all’albero di ulivo che, un anno fa, venne piantato in sua memoria, su iniziativa del Municipio II, in piazzale Aldo Moro Roma, a pochi passi dall’ingresso dell’Università La Sapienza. Ilaria è sempre composta nel suo dolore. Sulla targa, ai piedi dell’ulivo, è stato appena appoggiato un piccolo mazzo di girasoli, il cui giallo sgargiante contrasta col grigiore di questa giornata insolitamente calda di fine ottobre.

“È emozionante essere qui, è emozionante partire da qui per questo settimo memorial dai dodici anni della scomparsa di Stefano. Questo è un luogo di cultura, un luogo di speranza e rappresenta il futuro. Noi vogliamo guardare al futuro”, dice Ilaria. “Abbiamo vissuto una tragedia nella nostra famiglia, abbiamo vissuto dodici anni drammatici che ci hanno consumato sotto tutti i profili. Vogliamo, però, continuare a dare una speranza. Ci piace pensare che da Stefano, dal suo sacrificio e dal nostro, possa nascere un segnale positivo, che non sia solo per la sua famiglia, che non sia solo per Stefano, ma che sia una speranza per tutti”, racconta Ilaria all’agenzia Dire.

Oggi, nell’anniversario della scomparsa, parte il settimo memorial ‘Umanità in marcia’, voluto dalla famiglia per ricordare Stefano. “Spero che saremo tanti e ogni anno di più a camminare insieme, a marciare per il rispetto dei diritti di tutte e di tutti: Stefano, ormai, rappresenta questo – dice Ilaria – Ci vediamo questa sera, alle ore 18, in viale Lemonia, dove Stefano ha vissuto i suoi ultimi attimi da uomo libero e da vivo, dato che dopo sei giorni è morto in quelle condizioni drammatiche. Domani, alle 14, sempre in via Lemonia, partiremo con la staffetta che percorrerà le strade della nostra città, Roma, la città di Stefano, all’insegna dei diritti”.

La drammatica storia di Stefano Cucchi, che ha avuto un fortissimo impatto mediatico e culturale sull’opinione pubblica italiana, è stata anche ripercorsa attraverso un lungo e travagliato iter giudiziario composto da più filoni di inchiesta (uno pure sul depistaggio che sarebbe stato organizzato). Pochi mesi fa, nel maggio 2021, per il processo-bis sulle accuse di omicidio pretentenzionale è arrivato un verdetto più duro nei confronti dei carabinieri finiti a processo per il pestaggio mortale di Stefano. “Oggi il processo per la sua morte è arrivato a riconoscere la verità su quel pestaggio ed è una vittoria non della famiglia Cucchi, ma di tutti quelli che ci hanno creduto e che hanno sostenuto questa famiglia, e che oggi ringrazio”, conclude Ilaria nella sua dichiarazione all’Agenzia Dire.

fonte: AgenziaDIRE.it

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