Big Eyes // Tim Burton

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La vera forza di un regista risiede nell’unicità del suo occhio… spioncino attraverso il quale percepisce il mondo che lo circonda.

Per questo motivo Big Eyes, (2005) pur essendo un film davvero godibilissimo, non sembra una creatura di Tim Burton. In molti saranno rimasti spiazzati, in Big Eyes infatti non aleggia nessuna atmosfera cupa, non ci sono freaks e personaggi spettrali… eppure, attraverso i grandi occhi dei bambini dipinti si intravede la malinconia burtoniana.

Big Eyes racconta su pellicola la più grande frode della storia dell’arte, ovvero quella di un marito che si è attribuito per anni il lavoro pittorico della moglie.

Ambientato a cavallo tra gli anni 50/60, il film ricostruisce la storia di Margaret (Amy Adams) e del truffaldino e bieco marito Walter (Christoph Waltz).

Margaret è una donna ingenua, una principessa in cerca di un cavaliere senza macchia che la possa salvare. Walter è un affabulatore, un truffatore e un uomo privo di talento artistico.

Come dicevo, Big Eyes in apparenza non sembrerebbe un classico film di Burton. Eppure, sotto la fotografia pulita e i movimenti di macchina abbastanza ordinari si nasconde una favola nera. Margaret è rinchiusa nel suo studio, una torre nella quale sembra imprigionata, intenta a dipingere le sue creature sofferenti e dagli occhi enormi. Walter è un orco travestito da buon samaritano, pronto a sottrarre tutta la felicità di Margaret.

Big Eyes forse potrebbe scontentare i fan più affezionati dello stralunato Tim Burton, eppure è un film estremamente piacevole e venato di quella malinconia tanto cara a Burton.

Buona Visione

Serena Aronica

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