Biden: “Giusto ritirarsi dall’Afghanistan, basta con la politica delle armi”

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“Non avrei prolungato questa guerra per sempre così come non avrei rinviato ancora l’uscita dal Paese”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha difeso la decisione di non rinviare il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. Un’operazione giudicata da diverse parti “precipitosa”, e che non avrebbe tenuto conto della crisi in corso, dopo che il 15 agosto scorso le milizie talebane hanno preso il controllo della capitale Kabul e dopo che in appena una settimana sono riuscite a conquistare le principali città del Paese e le province circostanti.

L’inquilino della Casa Bianca, nel corso della conferenza stampa di ieri, non solo ha definito la conclusione della missione “uno straordinario successo”, nonostante l’attentato all’aeroporto di Kabul in cui hanno perso la vita 13 marines, ma ha inaugurato quella che secondo vari commentatori sarebbe una nuova era nella politica estera americana: Biden ha detto basta agli interventi nei teatri di guerra di Paesi terzi e basta al cercare di ricostruire le nazioni.

Quindi, Biden ha attaccato il suo predecessore, sostenendo che l’amministrazione Trump ha negoziato con i talebani un accordo “inadeguato”. È stato infatti Donald Trump a sancire la fine della missione americana nel Paese asiatico raggiungendo un accordo di pace a Doha tra governo afghano e talebani, che prevedeva il ritiro delle truppe statunitensi in cambio di un cessate il fuoco, della costruzione di un governo frutto di negoziati infra-afghani e del rispetto dei diritti umani.

Tutti punti che i talebani hanno disatteso ma che non hanno impedito alla Casa Bianca di proseguire il ritiro dal Paese: “Era tempo di porre fine a questa guerra“, ha detto ancora Biden, sottolineando che d’ora in avanti la diplomazia americana dovrà fondarsi meno sulle armi e più sulla cooperazione internazionale per contrastare l’influenza di potenze “avversarie” come Cina e Russia.

IL REGNO UNITO PARLA CON I TALEBANI PER UN NUOVO PONTE AEREO

Il governo del Regno Unito sta conducendo dei colloqui con i leader dei talebani per assicurare un nuovo ponte aereo per quei cittadini britannici e afghani che non sono ancora riusciti a lasciare il Paese. Come fa sapere l’emittente Bbc rilanciando quanto affermato da Downing Street, l’incontro si sta svolgendo a Doha, in Qatar.

SASSOLI: “L’UNIONE EUROPEA FACCIA DI PIÙ PER ACCOGLIERE I PROFUGHI”

Siamo rimasti molto delusi dalle conclusioni del Consiglio Affari interni di ieri“. Così il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, nel corso del suo intervento al Forum strategico di Bled. “Abbiamo visto Paesi fuori dall’Unione europea farsi avanti per offrire accoglienza ai richiedenti asilo afghani, ma non abbiamo visto un solo Paese membro fare altrettanto”, ha proseguito il presidente dell’Eurocamera.

Non è possibile fare finta che la questione afghana non riguardi anche l’Unione europea“, ha aggiunto Sassoli. Per il presidente del Parlamento europeo “è necessaria una voce europea forte e comune sulla scena internazionale” ed è importante allo stesso tempo “avanzare insieme verso una vera politica di sicurezza e di difesa comune“. Per fare ciò, secondo Sassoli è necessario “prendere in considerazione il voto di maggioranza qualificata nel Consiglio ogni volta che sia possibile”. Il presidente dell’Europarlamento ha concluso mettendo in luce l’importanza di “iniettare nuova energia nel processo di allargamento verso i Balcani occidentali” nella consapevolezza di una “comune identità europea”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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