15 giugno 1918: la seconda battaglia del Piave

il piave

Si svolge la seconda battaglia del Piave, o battaglia del Solstizio (nome utilizzato dal poeta Gabriele D’Annunzio).

L’ultima grande offensiva dell’esercito austro-ungarico del primo conflitto mondiale vide schierati quasi un milione di uomini sia da parte austriaca che da parte italiana. Lo scontro durerà quasi dieci giorni, al termine dei quali, con gravissime perdite da ambo i fronti (90 mila morti italiani e circa 150 mila austriaci), a prevalere saranno le forze italiane; vittoria decisiva quattro mesi prima di quella finale di Vittorio Veneto.

Nella battaglia vennero impiegati intensivamente gli Arditi, una speciale unità della fanteria del Regio Esercito al comando del generale Ottavio Zoppi. Si trattava di un corpo speciale particolarmente addestrato alle tecniche d’assalto e del combattimento corpo a corpo. Operativamente organizzato in piccole unità i cui membri erano dotati di petardi “Thévenot”, granate e pugnali, occupavano le trincee e le tenevano fino all’arrivo dei rincalzi di fanteria. Il tasso di perdite era estremamente elevato: in questa battaglia centinaia di Arditi vennero fatti sbarcare da una sponda all’altra del fiume Piave e la maggior parte di loro non giunse all’altra riva, ma i superstiti contribuirono alla ritirata austro-ungarica, anche per l’effetto psicologico che avevano questi effettivi sui soldati semplici che ne temevano l’aggressività e la tecnica di combattimento derivata dall’equipaggiamento di solo pugnale e bombe a mano.

La grande battaglia non ebbe soltanto un costo materiale di uomini e mezzi, ma una terribile conseguenza sulla vita civile delle popolazioni del Piave e sulle strutture urbane dei paesi compresi nel quadro del conflitto. Immensa, in egual misura, la distruzione di complessi architettonici di tradizione millenaria (come l’abbazia di Nervesa e il castello di San Salvatore a Susegana), e di opere d’arte di altissimo pregio che vennero irrimediabilmente perdute.

La battaglia comunque risultò decisiva per le sorti finali del conflitto sul fronte italiano. Nella situazione in cui si trovavano, infatti, la battaglia del Solstizio era l’ultima possibilità per gli austriaci di volgere a proprio favore le sorti della guerra, ma il suo fallimento, con un bilancio così pesante e nelle disastrose condizioni socio-economiche in cui versava l’Impero, significò in pratica l’inizio della fine.

Ancora oggi il 15 giugno è celebrato in Italia come ricorrenza dello scontro nella cosiddetta festa dell’Artiglieria.

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