The Turning – La casa del male // Floria Sigismondi

the turning la casa del male

L’estetica disturbante di Floria Sigismondi è un marchio di fabbrica indelebile, unico e straniante. A lei si devono alcuni dei videoclip più disturbanti, nati soprattutto durante il sodalizio con la dissacrante icona Marilyn Manson. Immagini viscerali, spaventose e aliene che attingono a piene mani da un immaginario cupo e dalle tinte gotiche.

L’aura oscura che sembra avvolgere i lavori di Floria Sigismondi ha quindi creato una grandissima attesa nei confronti del film horror firmato proprio da questa incredibile artista. The Turning – La casa del male, 2020, si ispira a un grande classico della letteratura dell’orrore, ovvero Giro di Vite di Henry James.

Un classico dalle sfumature ambigue, difficile da trasportare sullo schermo, ma che ha visto molti registi tentare l’ardua sfida. Recentemente anche la serie The Haunting of Bly Manor, diretta da Mike Flanagan, ci ha regalato una sua versione più romantica e spettrale.

Quello di Floria Sigismondi è un film dalle tinte fosche e dall’estetica potente, ma non in grado di osare come avrebbe potuto. L’aspetto spettrale e sovrannaturale della storia diviene ben presto marginale, un contorno etereo che lambisce debolmente l’impianto narrativo. Quello che invece emerge in maniera sempre più prepotente è l’aspetto psicologico e paranoico della protagonista, la giovane tutrice Kate Mandell (Mackenzie Davis). La ragazza, nonostante l’apparente risolutezza, convive con un passato difficile.

La fragilità emotiva di Kate è messa a dura prova dall’ambiente in cui si trova a lavorare, una vecchia e grande magione austera e solitaria. A renderle poi tutto ancora più complicato è il problematico adolescente Miles (Finn Wolfhard), fratello più grande della piccola Flora.

L’ambiguità cresce come una macchia scura, tanto da sfiorare la perversione, oscurando la mente di Kate.

The Turning – La casa del male è un film con un grande potenziale inespresso, un grido soffocato che lascia lo spettatore con una sensazione di insoddisfazione… eppure, la follia è qualcosa che può essere spiegata in modo razionale? Il buio che invade l’anima è un mistero, forse uno dei più fitti e tremendi e svelarlo può solo condurre verso un’oscurità ancora peggiore e dalla quale non è possibile tornare indietro.

Buona Visione

Serena Aronica

Condividi:

© 2012-2021 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?