Love and Monsters // Michael Matthews

love and monster copertina film

I racconti di formazione possiedono sempre un fascino particolare, frutto di una narrazione che ci accompagna verso l’evolversi di un personaggio inizialmente non proprio strutturato. Una crescita che avviene attraverso un viaggio, fisico o metaforico, capace di definire e scolpire un carattere e una vita intera.

Questa è la spina dorsale del nuovo teen movie approdato su Netflix, ovvero Love and Monsters (2020) diretto da Michael Matthews.

Lo spettatore è immediatamente catapultato in un mondo completamente distrutto e dominato da enormi insetti. Niente zombie o virus letali insomma, ma giganteschi insetti che spadroneggiano su un pianeta terra alla loro mercè. Questa scelta, in bilico tra lo sci-fi e il teen movie, risulta decisamente azzeccata e divertente.

Protagonista di Love and Monsters è l’impacciato Joel (Dylan O’Brien), un ragazzo che da ormai sette anni vive in un bunker insieme ad altri pochi sopravvissuti. L’uomo ha infatti trovato rifugio sottoterra… proprio come degli insetti! Joel, a differenza dei suoi compagni temprati dalle difficoltà, è un ragazzo timido e pauroso ma con un grandissimo desiderio, ritrovare la sua Aimee (Jessica Henwick). Un amore lontano centinaia di chilometri, ma al cui richiamo Joel non riesce a resistere.

Ecco quindi, che il film si trasforma in un divertente road movie irto di pericoli e avventure, un viaggio che obbligherà Joel a crescere e a confrontarsi con sé stesso e le proprie paure.

Love and Monsters non è un film che mira a brillare nel firmamento cinematografico ma è comunque una pellicola capace di eludere il fastidioso senso di déjà vu, complice anche la scelta di puntare sugli insetti giganti che rievocano le pellicole di fantascienza tanto in voga negli anni Cinquanta.

Attraverso il lungo pellegrinaggio di Joel conosciamo un mondo in subbuglio, alieno e feroce ma anche il senso di comunità e fratellanza che troppo spesso l’uomo moderno tende a dimenticare.

Quello di Joel è un mondo dove lui, e la sua specie, sono finiti in fondo alla catena alimentare ma questo non rappresenta la fine di tutto, bensì un nuovo inizio… magari più rispettoso anche dell’ambiente in cui sono stati catapultati.

Buona Visione

Serena Aronica

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