Assange resta a Londra, negata l’estradizione in Usa

julian assange

Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, non può essere estradato negli Stati Uniti dove è accusato di spionaggio e di aver hackerato computer del governo: lo ha deciso oggi a Londra la giudice britannica Vanessa Baraitser, a seguito di manifestazioni nelle quali si denunciava il rischio di violazioni da parte degli Stati Uniti del principio della libertà di stampa.

Assange è agli arresti in Gran Bretagna dall’aprile 2019, quando era stato consegnato dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove si era rifugiato nel tentativo di sottrarsi a un’estradizione. Le accuse americane a suo carico riguardano la pubblicazione da parte di Wikileaks, nel 2010 e nel 2011, di centinaia di migliaia di documenti riservati sulle guerre in Afghanistan e in Iraq.

“Il tribunale di Londra ha negato l’estradizione verso gli Stati Uniti di Julian Assange. Si tratta di una vittoria per chiunque, nel mondo, abbia sottoscritto gli appelli per la sua liberazione. La sua estradizione sarebbe stato un duro colpo per la libertà di informazione, ma anche per coloro che hanno finto di non vedere e di non sapere”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), che aggiungono: “Sarà il caso di non dimenticare che chi ha rivelato al mondo il contenuto di dossier falsificati al solo fine di provocare guerre, terrore, invasioni militari è ancora costretto a vivere recluso, mentre i falsificatori non hanno mai dovuto rispondere delle loro azioni di fronte a nessun tribunale, neppure a quelli internazionali”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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