ADDIO AL 2020

pioggia su trump

Se si ripercorrono, sul nostro sito, di questo intero anno le notizie del giorno riportate o gli editoriali scritti mensilmente, si vede come gradualmente il Coronavirus ha cambiato la nostra vita.

Tutto ciò ricorda un po’ le fasi che si passano quando si affronta un trauma, che vanno dalla negazione (a volte la realtà è intollerabile a tal punto che si è costretti a negarla), al patteggiamento (sorretto dall’illogica speranza che sia possibile far rivivere il passato), passando per la rabbia (sopraggiunge dopo che fallisce ogni tentativo di patteggiamento), la depressione (quando non si può più negare nè sperare o arrabbiarsi) ed infine all’accettazione, fase in cui si ricomincia a fare progetti ed a rivedere un po’ di colore per il futuro, ma in cui ancora non siamo arrivati.

Difficile infatti fare un resconto dell’anno, con i principali avvenimenti di ogni mese, come solitamente si fa e abbiamo fatto anche noi in altri tempi, che non includa quasi esclusivamente la pandemia in cui siamo ancora dentro. A gennaio di quest’anno scrivevo un’editoriale quasi profetico, che parlava anche del virus, tra le altre cose accadute nel primo mese di questo 2020, e che preannunciava come il nuovo decennio che stava per cominciare sarebbe potuto diventare molto significativo.

Forse ciò che di positivo il 2020 ci lascia è l’elezione di Biden ed Harris alla Casa Bianca ed il movimento Black Lives Matter, che ha risvegliato una consapevolezza ed un attivismo come non se ne vedevano dai movimenti di protesta degli anni ’60, e che forse sono stati più che mai necessari, dopo tanti danni fatti dai suprematisti bianchi che hanno indirizzato le politiche degli Stati Uniti ed influenzato parte della cultura politica del mondo occidentale degli ultimi tempi.

Difficile menzionare altro, perchè il lockdown (sicuramente una delle “parole dell’anno”) oltre che materiale è stato anche intangibile. Molti progetti di vita si sono bloccati, altri sono stati annullati. Le persone in generale di fronte all’emergenza pandemica sono state costrette a fermarsi, fisicamente e metaforicamente parlando. Abbiamo avuto tutti molto tempo per riflettere e rimetterci in discussione, ma molto poco per dare seguito a quanto ognuno possa aver appreso in questi mesi.

Per uscire dalla pandemia e tornare ad una situazione non più emergenziale, è evidente che i vaccini ci aiuteranno, seppur con alcune incognite dovute alla loro effettiva durata immunologica e ad eventuali future mutazioni del virus. Comunque, la certezza è che non si tratterà di nulla di breve nè di reversibile. Ci sveglieremo gradualmente e sarà in ogni caso in un mondo diverso, e starà alle comunità ed alle istituzioni decidere se sarà migliore o peggiore del precedente.

Per il momento accontentiamoci di risvegliarci in un anno nuovo, simbolicamente numerologicamente diverso da questo funesto 2020, con la speranza che il peggio sia alle spalle e che i migliori auguri per tutti siano davanti a noi.

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