Il premier Conte fa melina, e Renzi: il catalogo è questo

renzi conte

Continua il braccio di ferro tra il premier, Giuseppe Conte, e il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Dopo gli incontri con M5S e Pd svolti ieri sera, oggi era previsto il faccia faccia tra i due duellanti. Alla fine è saltato, perché la ministra Teresa Bellanova era a Bruxelles per un incontro con i colleghi europei. Al momento ancora non è stata fissata un’altra data, ma è possibile che si svolga già domani sera al ritorno della ministra.

Intanto il premier Conte oggi, parlando con La Stampa, si è tolto un sassolino dalla scarpa. A Renzi, che nei giorni scorsi lo ha accusato di puntare ai pieni poteri e di voler gestire in solitaria la partita dei 209 miliardi di fondi europei, ha replicato con un secco “fesserie”. Che non passerà certamente inosservato visto il carattere fumantino del senatore toscano. Renzi, da parte sua, sta mettendo giù quella che molti definiscono la “sua lista della spesa”, un catalogo con le richieste che Italia Viva si aspetta di veder esaudite altrimenti, è stato ribadito ancora oggi, uscirà dalla maggioranza e dal governo.

Per molti una finzione, per altri un rischio che Renzi è pronto a correre, perché se non portasse a casa qualcosa di sostanziale in molti potrebbero pensare esaurita l’esperienza di Italia Viva, col mesto ritorno nel Pd. Per questo, anche se al premier Conte la parola ‘rimpasto’ fa schifo, alla fine qualcosa cambierà, anche dentro al Governo.

Tra le voci che si rincorrono in Parlamento, una confermata da una fonte autorevole, riguarda una possibile soluzione. Renzi ha detto più volte di voler un nuovo posto di peso al Governo per poter gestire (e controllare) la partita dei fondi europei, per questo l’incarico potrebbe essere quello di “Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla programmazione economica e agli investimenti”, al momento rivestito dal ‘grillino’ Mario Turco, che potrebbe esser promosso viceministro all’Università. Poi ci sarà la quota parte delle nomine nelle partecipate pubbliche che il Governo deciderà nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda le altre ‘ombre’ che aleggiano, lo smarcamento del leader della Lega, Matteo Salvini, dal guinzaglio che la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sta cercando di stringergli al collo. In queste ore, ad esempio, Salvini se n’è uscito con un’altra proposta non concordata che ha creato altro dibattito: “Ci sono 20 persone di buona volontà – ha detto- che dicono piuttosto che rimanere fermi con Conte scegliamo 5 cose da fare e ci diamo x mesi di tempo per farle?”. Magari è un appello rivolto a 20 senatori di maggioranza a passare dalla sua parte, così alla prima occasione il Governo Conte va sotto e lui ritorna in possesso della palla.

fonte: AgenziaDIRE.it

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