Il matrimonio che vorrei // David Frankel

il matrimonio che vorrei film poster

Il cinema hollywoodiano negli ultimi anni sembra aver riscoperto, e rivalutato, quella terza età tanto bistratta e ingiustamente confinata in cantina. Purtroppo, molto spesso questa fase della vita che ognuno di noi affronterà, o almeno si spera, è rappresentata in maniera quasi grottesca e del tutto distorta.  Perché andare con i piedi di piombo? Perché renderla una favoletta stucchevole? Ecco, quindi che in molti potrebbero aver glissato la visione di Il matrimonio che vorrei (Hope Springs) proprio perché certi di trovarsi di fronte all’ennesima commediola buonista sui vecchietti. E invece… in questo film c’è davvero del buono!

Il matrimonio che vorrei è una commedia dolce/amara del 2012 diretta dal regista David Frankel, già dietro la telecamera per un film diventato cult Il Diavolo Veste Prada. Quello che balza subito all’occhio è la volontà di Frankel di trattare l’argomento con serietà, senza ridurlo a una mera macchietta sulla terza età.

Il film racconta di Kay (Meryl Streep) e Arnold (Tommy Lee Jones), una coppia ormai sposata da ben 31 anni. La routine ha letteralmente consumato la passione, l’allegria e il piacere di condividere il tempo insieme. A tenerli uniti apparentemente sono solamente le mura di una casa che sembrano solo condividere. Stanca di questa situazione, Kay decide di affrontare con il marito, piuttosto refrattario, una settimana di terapia di coppia nella piccola cittadina di Great Hope Springs.

La trama potrebbe sembrare di una banalità quasi imbarazzante… eppure tutto è raccontato con realismo. Kay e Arnold sono una coppia credibile, consumata dall’abitudine e ormai unita solo dalla routine. Quello che poi fa da fil rouge per tutto il film è il sesso. Esatto, avete capito bene! Kay e Arnold non si sfiorano più, non condividono neppure più il letto e anche una semplice carezza sembra essere stata bandita. Lentamente emergono tutte le crepe che si sono formate negli anni, le delusioni e le parole mai dette. Tutto emerge con genuina credibilità.

C’è quell’imbarazzo nel parlare di rapporti orali, di fantasie e di autoerotismo che rende palpabile il senso del pudore di entrambi, che li rende così umanamente in difficoltà e inesperti. Si avverte davvero il desiderio, soprattutto di Kay, di ritrovare quell’intimità perduta con l’uomo che ama e che sembra ormai distante anni luce.

Nel film tutto avviene lentamente, per gradi, attraverso goffi tentativi di seduzione, delusioni, momenti di profondo sconforto e quasi di resa. Tutto questo ci arriva attraverso le straordinarie interpretazioni di Meryl Streep e Tommy Lee Jones.

Il matrimonio che vorrei ovviamente ci regala l’happy ending… ma facendocelo sudare!

Buona Visione

Serena Aronica

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