3 novembre 1867: la battaglia di Mentana

rodella battaglia di mentana litografia

Teatro di una battaglia tra le truppe franco-pontificie ed i volontari garibaldini, il 3 novembre del 1867 Mentana vide la sconfitta dei garibaldini che tentavano di conquistare Roma.

Sin dalla costituzione del Regno d’Italia nel 1861, Camillo Cavour aveva dichiarato che il suo ultimo scopo era fare di Roma la capitale definitiva dello Stato. La città apparteneva allo Stato Pontificio che era completamente circondato dal regno di Vittorio Emanuele II. Negli anni seguenti la Questione romana divenne il tema principale della politica estera italiana. Complicava il quadro la forte ingerenza della Francia nelle relazioni tra i due Paesi: Napoleone III era alleato dell’Italia, ma sin dal 1849 una guarnigione francese difendeva Roma da eventuali attacchi italiani.

“Campagna dell’Agro Romano per la liberazione di Roma”: così venne chiamata la campagna di guerra del 1867, l’ultima che i volontari garibaldini combatterono sul territorio italiano. Durò circa 45 giorni concludendosi negativamente il 3 novembre a Mentana. Furono giorni convulsi: Garibaldi, confinato nei mesi precedenti a Caprera, il 19 ottobre aveva eluso la sorveglianza, e, sbarcato fortunosamente sulla penisola, puntava ai confini dello Stato Pontificio; il 23 ottobre un piccolo gruppo di settantasei volontari, guidati dai fratelli Cairoli, si era scontrato con i papalini a Villa Glori, lasciando sul campo morti e feriti; il 28 ottobre una vera e propria battaglia si verificò a Monterotondo, alla fine occupata dai volontari. Valutata poi l’impossibilità di andare a Roma, Garibaldi aveva pensato di sciogliere la legione ma una serie di disguidi, fraintendimenti e ritardi nel recepimento degli ordini portarono allo scontro del 3 novembre 1867. In questo giorno si fronteggiarono i pontifici e quanti restavano dei garibaldini , dopo defezioni e abbandoni. I pontifici, coadiuvati dai francesi, sconfissero Garibaldi e i suoi volontari.

Quando i soldati di Pio IX e di Napoleone III sono entrati a Roma, la folla gridava: “Viva il Papa Re!” Viva la Francia! Viva l’Imperatore!”. Dietro venivano i garibaldini prigionieri con le camicie rosse lacere. I garibaldini feriti nella battaglia furono portati in un ospedale improvvisato ai piedi della salita di Sant’Onofrio, mentre i feriti papalini e francesi furono ricoverati al Fatebenefratelli e al Santo Spirito, dove venne a visitarli l’ex regina di Napoli Maria Sofia, che indossava un grembiule bianco con delle grandi tasche piene di sigari e di dolcetti da distribuire.

Mentana assicurò allo Stato Pontificio tre ulteriori anni di vita, dei quali il sovrano pontefice profittò per tenere l’allora tanto discusso Concilio Vaticano I (giugno 1868 – luglio 1870). Lì Pio IX ottenne, fra l’altro, la sanzione dei princìpi già espressi nel Sillabo del 1864 e la costituzione apostolica Pastor Aeternus, che impone l’infallibilità del vescovo di Roma quando definisce solennemente un dogma.

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