The Haunting of Bly Manor (serie tv) // Mike Flanagan

the haunting of bly manor

Tutti quelli, compresa la sottoscritta, che hanno profondamente amato Hill House, hanno festeggiato quando si è palesata l’ombra di una seconda stagione della serie antologica di Mike Flanagan. Eppure, quando nel catalogo Netflix è apparso The Haunting of Bly Manor, l’entusiasmo iniziale si è ben presto tramutato in un, quasi totale, senso di tradimento e delusione. Perché?

Iniziamo col dire che The Haunting of Bly Manor è l’adattamento, con parecchie libertà, del capolavoro della letteratura di genere Il Giro di Vite di Henry James. Un’opera fortemente ambigua, gotica e complessa e dunque piuttosto ardua da trasportare sul piccolo schermo.

Tutto inizia con l’assunzione di una giovane istitutrice americana. La ragazza avrà infatti il compito di occuparsi di due piccoli orfani, che risiedono nell’antico maniero sperduto tra le campagne inglesi. L’iniziale entusiasmo dell’istitutrice, viene presto contaminato da strani accadimenti soprannaturali.

Quello che viene pesantemente criticato a Flanagan, è l’aver reso la storia una sorta di soap opera… e non solo. Luci, fotografia, montaggio, sceneggiatura tutto sembra essere stato trascinato impietosamente sotto un riflettore per essere demolito. Eppure… eppure io resto di un’idea totalmente differente.

È vero, l’amore è senza dubbio la colonna vertebrale di questa storia. Ma è poi così terribile? The Haunting of Bly Manor chi ha deluso veramente? Forse siamo troppo abituati a una fruizione del tipo fast-food che ci porta a fagocitare tutto, sbuffando di fronte a qualcosa che ci impone ritmi più lenti.

Gli spettri non hanno più cognizione del tempo che passa, e ci raccontano le loro storie perdendosi in ricordi e momenti. Tutto è dilatato e confuso, tutto si avvita lungo un percorso temporale che a noi viventi ancora sfugge. E l’amore… cosa se non l’amore può mietere vittime, generare dolori e creare mostri disperati?

The Haunting of Bly Manor racchiude tante storie d’amore strazianti e apparentemente senza lieto fine. Ma è anche vero che i sacrifici più profondi e le scelte più difficile sono spesso mosse proprio da questo sentimento universale. Forse chi cerca una storia spaventosa, colma di spettri rancorosi e mostri accovacciati negli angoli bui potrebbe rimanere deluso… chi invece vuole perdersi in una narrazione dilatata, fumosa e per certi versi poetica allora ignori i consigli, ignori le critiche e raggiunga Bly Manor.

Buona Visione

Serena Aronica

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