9 giugno 1815: si conclude il Congresso di Vienna

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Con la firma dell’Atto finale del Congresso si concludono i lavori iniziati nel novembre 1814 dalle 216 delegazioni che intendevano rappresentare una moltitudine di interessi nel Congresso della pace a Vienna.

Le decisioni prese dal Congresso si basarono su due principi: il principio di legittimità, in base al quale fu riassegnato il trono a coloro che erano ritenuti i legittimi sovrani e che erano stati deposti durante il periodo napoleonico; il principio di equilibrio, concepito con lo scopo di non concedere ad alcun Paese la supremazia territoriale in Europa e di equilibrare le forze delle varie potenze europee in modo che nessuna di queste potesse prevalere sulle altre.

Le discussioni del congresso, che non si svolsero mai in sessione plenaria, ma in riunioni informali tra potenze, continuarono malgrado il ritorno di Napoleone dall’esilio sull’Isola d’Elba e la sua riconquista del potere in Francia nel marzo 1815. L’atto supremo del Congresso fu firmato nove giorni prima della disfatta finale di Napoleone nella battaglia di Waterloo, avvenuta il 18 giugno 1815.

La Francia tornava ad essere un regno sotto i Borbone e dal punto di vista territoriale veniva ridotta sostanzialmente alle frontiere del 1791. Pur non mirando a metterla in ginocchio, le potenze vincitrici si preoccuparono di circondarla con un sistema di Stati in grado di formare una barriera contro ogni ripresa della spinta espansionistica.

Dopo la Rivoluzione francese e le Guerre napoleoniche, combattute dal 1803 e terminate con la sconfitta di Waterloo, le quattro nazioni vincitrici, Inghilterra, Russia, Austria e Prussia, tentarono di dare un assetto stabile all’Europa e di ristabilire gli antichi equilibri e poteri. Il regno dei Paesi Bassi, composto da Olanda e Belgio, la Prussia, i vari Stati tedeschi uniti nella Confederazione germanica, l’impero austriaco, il regno di Sardegna costituivano un cordone di contenimento che copriva l’intero arco delle frontiere orientali francesi.

Nel settembre del 1815 per ribadire e rinsaldare l’ordine ratificato dal Congresso venne creata la Santa Alleanza composta da Austria, Prussia e Russia. Il patto, oltre a riunire le tre corone custodi dell’assolutismo monarchico, le impegnava a sostenere i precetti della giustizia, della carità cristiana e della pace. Al fine di prevenire qualsiasi rivoluzione infatti, la Santa Alleanza introdusse una novità nella diplomazia europea: i Paesi alleati erano autorizzati a intervenire militarmente per mantenere l’ordine ovunque fosse richiesto, interferendo liberamente negli affari di ogni altro Stato, ergendosi a difensori della legittimità e della sacralità del potere.

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