L’uomo che uccise Don Chisciotte // Terry Gilliam

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Avevo circa 12 anni quando la mia mente veniva scombussolata e affascinata dalle visionarie avventure di Don Chisciotte… un personaggio che nonostante il trascorrere del tempo non mi ha mai del tutto abbandonata e a ben vedere non solo me! Terry Gilliam ha infatti rincorso il sogno folle di raccontare il suo Don Chisciotte per un tempo lunghissimo, combattendo contro i suoi personali mulini a vento.

Ed ecco che dal catalogo di Amazon Prime emerge, come la prua logora e sfiancata di una nave, “L’uomo che uccise Don Chisciotte“. Le disavventure che hanno costellato questo titolo hanno edificato un castello di aspettative monumentali… ma non credo che a Gilliam sia importato un gran che!

Quello che infatti trasuda dall’intero film è l’amore di Gilliam per una narrazione totalmente libera, irrefrenabile e anche infantile. “L’uomo che uccise Don Chisciotte” è un cavallo lanciato a briglia sciolta che spesso confonde e disorienta lo spettatore… ma d’altronde la follia batte sentieri alternativi! Di fatto questo film ci spinge a lasciare alle nostre spalle il concetto di società in cui galleggiamo fatto di meschinità, luoghi comuni e aggressività per perderci in quella landa fantastica dove è ancora possibile sognare e vivere avventure cavalleresche.

L’uomo che uccise Don Chiscotte” può apparire come un’opera scoordinata, confusa e non del tutto lineare ma pervasa dal fuoco incendiario di quella fantasia irrequieta e libera che non conosce confini o linee rette.

Nonostante le imperfezioni il film di Gilliam è una meta raggiunta e una storia finalmente raccontata, anche se probabilmente il contesto in cui è avvenuta la lunga gestazione ne ha intaccato il risultato finale. Concedetemi però una piccola considerazione… per quanto mi riguarda Gillian ci ha già regalato un Don Chisciotte disperatamente e poeticamente irrequieto ed è il Parry (Robin Williams) De “La leggenda del Re Pescatore“.

Buona Visione

Serena Aronica

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