Coronavirus: Pasqua in lockdown nel mondo, tutti i 50 Stati Usa in stato di calamità

easter lockdown

E’ una Pasqua in lockdown quella che sta trascorrendo, come mai prima d’ora, nelle famiiglie di buona parte dei cittadini del mondo costretti a non uscire di casa. Una Pasqua che conta poco meno di 2 milioni di contagiati e più di 110.000 morti. Secondo i dati riportati dalla Johns Hopkins University il totale dei decessi è infatti salito a quota 110.042 mentre quello dei contagi è di 1.792.899.

Gli Stati Uniti hanno il primato di contagi (527.111) e di vittime 20.506 (1.920 nelle ultime 24 ore). Per la prima volta nella storia degli Usa è stata dichiarata la calamità in tutti e 50 gli Stati, con Donald Trump che ha approvato la dichiarazione di stato di calamità anche per il Wyoming. Il dibattuto è però aperto su quando riaprire l’America. Donald Trump vorrebbe farlo il prima possibile, ma i governatori degli Stati più importanti sono cauti. Intanto è polemica a New York tra il governatore democratico, Andrew Cuomo, e il sindaco, Bill De Blasio che annuncia la chiusura delle scuole pubbliche per la restante parte dell’anno accademico e la loro riapertura in settembre, in aperto contrasto col governatore.

Cuomo: 9385 le vittime nello stato di New York
Sono 758 le persone morte nello stato di New York per il coronavirus. E’ stato il governatore Andrew Cuomo a dare questo “terribile” aggiornamento nel suo briefing quotidiano, precisando che sono ormai 9385 le vittime dell’epidemia nello stato da lui governato. “Questo è un numero che desidero veder scendere dal primo momento che apro gli occhi al mattino”, ha aggiunto sottolineando che questi non sono numeri, ma persone, vite perse per famiglie alle quali ha rivolto i suoi “pensieri e preghiere”.

Fauci: “Con restrizioni prima avremmo salvato delle vite”
Se le misure di contenimento fossero state adottate prima negli Stati Uniti sarebbero state salvate delle vite. Lo ha dichiarato in un’intervista alla Cnn Anthony Fauci, il super consigliere della Casa Bianca per le emergenze sanitarie. “Nessuno può negare che se vengono adottate in anticipo delle misure di mitigrazione si salvano le vite”, ha dichiarato Fauci. “Ma ciò che accade in questo tipo di decisione è complicato. Ma avete ragione, intendo, ovviamente, se fin dall’inizio avessimo chiuso tutto, potrebbe essere stato un po’ diverso. Ma c’erano tanti ostacoli alle chiusure allora”, ha spiegato.

Alla domanda sul perché il presidente Donald Trump non abbia raccomandato le linee guida sul distanziamento sociale fino a metà marzo – circa tre settimane dopo la raccomandazione dei massimi esperti di salute della nazione – Fauci ha spiegato: “Noi lo consideriamo da un punto di vista prettamente della salute. Facciamo una raccomandazione. Spesso viene considerata, altre volte no”, ha aggiunto.

Canada. Quasi 24mila i casi di coronavirus
In Canada i casi di coronavirus sono saliti a 23.719 dai 22.559 di ieri. I decessi – nelle ultime 24 ore – sono: 674. E’ quanto comunicato dall’Agenzia di salute pubblica.

Cina. Raddoppiano casi importati dall’estero, altri 97 ieri
In Cina raddoppiano i casi importati dall’estero: altri 97 ieri, è il numero più alto dall’inizio di marzo. Le autorità sono preoccupate da una nuova ondata di Covid-19 portata in patria proprio dall’esterno. Oggi a Pechino il livello di allerta sulla salute è passato da verde a arancione che prevede l’obbligo di restare in isolamento a casa propria. A preoccupare le autorità cinesi è la considerazione che si possono chiudere gli accessi in Cina soltanto per i non cinesi.

L’Iran registra altri 117 decessi di persone contagiate dal coronavirus, con il totale delle vittime che sale a 4.474. Si registrano inoltre altri 1.657 casi, per un numero complessivo di 71.686 persone contagiate.

Il numero dei contagiati da coronavirus in America Latina ha superato quota 60.000, di cui oltre 2.503 morti. In 36 ore la regione è passata dai 50.037 casi confermati il 10 aprile ai 60.300 odierni. Le vittime nello stesso periodo sono cresciute di 442 unità. Il primo paese latino-americano per numero di contagiati e vittime resta il Brasile, con quasi un terzo del totale continentale (17.857 positivi e 1.124 morti). Seguono per numero di contagiati l’Ecuador (7.257 e 315), che si distingue per l’alto numero di vittime fatali in rapporto alla popolazione 12 volte inferiore a quella brasiliana, il Cile (6.927 e 73) e il Perù (6.848 e 181). L’elenco dei paesi con il maggior numero di positivi nella regione continua con Messico (4.219 e 273), Panama (3.234 e 79), Repubblica Dominicana (2.759 e 135), Colombia (2.709 e 100) e Argentina (1.975 e 82).

Un blocco del coronavirus nella capitale della Liberia, Monrovia, è partito in modo caotico sabato, con i poliziotti che hanno usato nuovamente manganelli su chi si era avventurato nelle strade per comprare cibo o ritirare denaro. La confusione regna in gran parte di Monrovia, città di più di 1 milione di abitanti, in cui più della metà della popolazione vive in condizioni di povertà. Molti residenti hanno protestato contro il presidente, George Weah. Il blocco di tre settimane è una prova delle autorità liberiane per migliorare la gestione della baraccopoli di Monrovia. Mentre la diffusione del virus accelera in Africa, con oltre 13.000 casi segnalati in tutto il continente, alcuni paesi hanno ordinato blocchi completi, mentre altri hanno imposto il coprifuoco o restrizioni più limitate nel tentativo di limitare l’impatto sulle persone che vivono alla giornata. La Liberia ha finora confermato almeno 48 casi di coronavirus, inclusi cinque decessi.

fonte: RaiNews.it

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