Coronavirus, in Emilia-Romagna un hub nazionale per le terapie intensive “a tempo di record”

bonaccini

L’Emilia-Romagna diventa hub nazionale per la terapia intensiva, entrando a far parte della struttura che sta costituendo il ministero della Salute. Con un progetto della Regione e un investimento di oltre 26 milioni di euro, nasce infatti nel territorio il ‘Covid Intensive Care‘: è una rete di terapie intensive con 146 posti letto “sempre utilizzabile”, e a disposizione di altre Regioni quindi di tutta l’Italia, per assistere pazienti che si sono ammalati o si potrebbero ammalare di coronavirus. La rete, in ogni caso, sarà strutturale. E soprattutto, annunciano il governatore, Stefano Bonaccini, e l’assessore alla Salute, Raffaele Donini, in collegamento con il ministro, Roberto Speranza, sarà tutto pronto “a tempo di record”, tra maggio e giugno.

Sono sei le realtà individuate, dove entreranno nel vivo in queste settimane lavori di ristrutturazione o completamento di reparti ospedalieri o la realizzazione di strutture ad hoc.
Queste ultime sono costituite da moduli con struttura autoportante con caratteristiche strutturali, termo-acustiche, antincendio, sismica e di sanificazione, compatibili appunto con la destinazione a terapia intensiva per pazienti infetti. I centri saranno dotati di tutti gli ambienti richiesti dalle norme di accreditamento nazionale e quelli che dà dopo il Covid si rendono necessari, a partire da ampie aree per vestizioni, svestizioni e sanificazione.
L’investimento complessivo è di oltre 26 milioni di euro, tra fondi regionali, statali già a disposizione della Regione, donazioni e attrezzature dedicate fornite dalla Protezione civile nazionale (per 9,5 milioni). Ed è già stata avviata, da parte delle aziende sanitarie, la progettazione degli interventi.
Riguardano l’ospedale Maggiore di Parma, il Policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore a Bologna, il Policlinico e l’ospedale civile di Baggiovara a Modena, l’ospedale Infermi a Rimini.

Le strutture assisteranno pazienti Covid con una modalità “in rete” rispetto alle terapie intensive regionali, facendo fronte a tutte le situazioni previste, anche nel caso la curva epidemiologica si attenuasse in Emilia-Romagna ma si acutizzasse in altre regioni del Paese. E comunque, insistono Bonaccini e Donini parlando con Speranza online, “costituiranno dotazione permanente di terapia intensiva del sistema sanitario regionale”.

La nuova dotazione si aggiunge a quella messa in atto fino ad ora grazie al piano regionale di rafforzamento dei posti letto, realizzato da Piacenza a Rimini all’interno della rete ospedaliera. All’8 aprile, in Emilia-Romagna si è raggiunto un totale di 690 posti letto di terapia intensiva, di cui 573 per pazienti Covid e 117 per pazienti non Covid. A questi, si sommano 4.544 posti letto ordinari per pazienti Covid.

fonte: AgenziaDIRE.it

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