La relazione annuale dell’intelligence: rischio razzismo, cybersecurity e foreign fighters

La minaccia jihadista «non ha conosciuto flessioni», come dimostrano «le numerose allerte su pianificazioni terroristiche da realizzare contro obiettivi occidentali». Lo rileva l’intelligence nella Relazione annuale in cui sottolinea come il fenomeno dei «radicalizzati in casa» sia uno degli ambiti che sta più impegnando gli 007 italiani. Si tratta di un bacino «sempre più ampio e sfuggente» che richiede un attento monitoraggio per cogliere segnali del possibile passaggio «dalla radicalizzazione all’attivazione violenta». E attenzione è dedicata ai foreign fighter partiti per la Siria o l’Iraq, a vario titolo collegati con l’Italia: sono 138.

Il rischio razzismo in vista delle Europee
La relazione mette poi in guardia dal rischio concreto che in vista delle elezioni Europee possano aumentare gli episodi di intolleranza nei confronti degli stranieri e la conflittualità fra antifascisti ed estremisti di destra. Nell’analizzare il «dinamismo» della destra radicale, gli 007 parlano di una «pronunciata vitalità» di queste formazioni che per inserirsi nel tessuto sociale hanno fatto leva su una serie di iniziative propagandistiche e di protesta in particolare nelle periferie urbane, tutte incentrate «sull’opposizione alle politiche migratorie» nell’ambito di una mobilitazione più ampia che ha riguardato i temi della sicurezza, del lavoro, della casa. Ed è proprio in questa azione che gli 007 intravedono dei rischi. «Tale attivismo, di impronta marcatamente razzista e xenofoba – scrivono infatti – si è accompagnato ad una narrazione dagli accenti di forte intolleranza nei confronti degli stranieri che….potrebbe aver concorso ad ispirare taluni episodi di stampo squadrista, oltre che gesti di natura emulativa, e potrebbe conoscere un inasprimento con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale europeo».

Cyber-sicurezza: quintuplicati attacchi nel 2018
Gli attacchi informatici ad istituzioni o aziende italiane nel 2018 sono più che quintuplicati rispetto al 2017. Le azioni ostili hanno riguardato prevalentemente i sistemi informatici di pubbliche amministrazioni centrali e locali (72%). È stato rilevato, in particolare, un sensibile aumento di attacchi contro reti ministeriali (24% delle azioni ostili, in aumento di 306 punti percentuali) e di enti locali (39%). Gli autori di queste attività sono in larga parte (61%) attribuibili alla galassia cosiddetta “hacktivista” (gli hacker attivisti), tra cui la campagna «#OpBlack Week», volta a screditare le Istituzioni nazionali, ad opera delle principali realtà attive nel panorama italiano. Si sono mantenuti pressoché invariati gli attacchi di matrice statuale (20%), nonché i tentativi di intrusione informatica riferibili a gruppi terroristici (5%). Complessivamente è stato rilevato un innalzamento nella qualità e nella complessità di alcune tipologie di attacco ed anche la persistente, scarsa consapevolezza delle vittime. Tra queste ultime si sono annoverate, non di rado, figure apicali di istituzioni e di primarie realtà del settore privato.

Il Comparto, al pari di quanto fatto dalle comunità intelligence dei principali partner internazionali, ha istituito agli inizi del 2018 un esercizio ad hoc teso a cogliere – all’interno del perimetro definito dal quadro normativa vigente – eventuali indizi di influenza, interferenza o condizionamento del processo elettorale del 4 marzo. Tale esercizio è stato riattivato nel mese di novembre in vista dell’appuntamento per il rinnovo del Parlamento europeo.

Sbarchi in calo
Il calo degli sbarchi di migranti sulle coste italiane – che ha fatto segnare una contrazione dell’80% nel 2018 – è dovuto alla «rafforzata capacità della Guardia Costiera» libica da un lato e alla «drastica riduzione delle navi delle Ong» davanti alle coste nordafricane dall’altro che, «di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie» ricorrendo a barconi e gommoni fatiscenti e a basso costo. È l’analisi che i Servizi Segreti fanno nella Relazione al Parlamento dei flussi migratori, sottolineando che sul calo ha inciso anche «il potenziamento dei controlli a sud della Libia, specie in territorio nigerino».

Spionaggio nelle imprese, attenzione alla criptovalute
In uno scenario “fisiologicamente connotato da volatilità e imprevedibilità”, l’intelligence italiana ha agito “a tutela del nostro sistema finanziario, in primo luogo per cogliere tempestivamente l’esistenza di manovre speculative in danno del debito sovrano e dell’euro”. “Sono rimaste all’attenzione, inoltre, le implicazioni della cosiddetta fintech, destinata ad assumere peso crescente nelle transazioni e nell’universo dei servizi finanziari, nel segno di un’innovazione tecnologica di portata sempre più vasta e dal passo sempre più accelerato”.

Il monitoraggio dell’intelligence ha, fra l’altro, “rilevato iniziative tese ad esfiltrare tecnologia e know-how o a conquistare nicchie di mercato pregiate, come pure una persistente esposizione delle imprese italiane ad iniziative di spionaggio industriale”. Ci sono state poi “evidenze informative” che “hanno fatto stato dei tentativi di operatori esteri di alterare il quadro competitivo attraverso il sistematico storno di capitale umano ad alta specializzazione in forza a imprese nazionali, la studiata marginalizzazione del management italiano (anche nell’ambito di partnership e joint venture) e il ricorso ad azioni di influenza esercitate attraverso consulenti e manager fidelizzati”. Tra i rischi su cui si è concentrata l’azione dell’intelligence “si evidenzia quello collegato alla possibilità di sfruttare la tecnologia blockchain e le criptovalute per finalità illecite, dal finanziamento del terrorismo al riciclaggio e all’evasione fiscale”.

fonte: LASTAMPA.it

Condividi:

© 2012-2023 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?