Migranti, i legali dell’ong spagnola ProActiva: “Il respingimento è vietato per legge”

«Il respingimento dei migranti è vietato per legge. Se la nave Open Arms avesse consegnato i migranti alla Guardia costiera libica avrebbe fatto respingimento. È doveroso non aver consegnato i migranti». Alessandro Gamberini è uno dei due legali di fiducia dell’Ong spagnola ProActiva Open Arms incaricato di seguire la vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro dell’imbarcazione da parte della procura di Catania.

Oggi, con l’altra collega e con i responsabili della ProActiva, ha incontrato i giornalisti al porto di Pozzallo, dove la loro nave è sotto sequestro dal 18 marzo: una difesa pubblica dell’operato della Ong in attesa di poterla rappresentare anche ai pm della procura di Ragusa che hanno ricevuto dal gip di Catania l’inchiesta. «Il provvedimento della procura di Catania è stato abnorme. L’accusa di associazione a delinquere è stata strumentale per portare la competenza alla direzione distrettuale antimafia, non a caso il gip di Catania non l’ha accolta.

Non aver considerato quest’ipotesi di reato lo consideriamo un successo. Ora sarà il gip di Ragusa a pronunciarsi entro il 16 aprile sul definitivo sequestro dell’imbarcazione dell’Open Arms», ha aggiunto Gamberini. «Abbiamo sempre agito nella legalità – ha detto il capo missione di ProActiva Riccardo Gatti -. Non c’è nessun accanimento da parte nostra di voler portare a tutti i costi i migranti in Sicilia. Il nostro unico obiettivo è portare i migranti salvati in mare, nel posto più sicuro è più vicino e nel più breve tempo possibile».

Il gip di Catania, così come la procura, ritiene invece che unico scopo della Ong spagnola sia stato quello di portare in Italia, e in nessun altro Paese che si affaccia sul Mediterraneo, i migranti soccorsi. Sono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina il comandante della nave Marc Rieg e la capo missione Anabel Montes. «L’ipotesi di reato di associazione a delinquere avanzata dalla procura catanese che ha proceduto al sequestro dell’imbarcazione, resta però in campo perché l’informazione di garanzia in capo a Reig e alla Montes non è stata mutata dopo il pronunciamento del Gip di Catania», ha a sua volta chiarito Rosa Emanuela Lo Faro, l’altro legale di fiducia dei due indagati.

La Ong spagnola è alla ricerca di un’altra imbarcazione da noleggiare perché vorrebbe subito tornare in mare, dove al momento la presenza di navi umanitarie è ridottissima: dopo il sequestro della Open Arms, infatti, nel Canale di Sicilia è rimasta solo la Aquarius di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere che proprio ieri ha effettuato il primo soccorso davanti alla Libia, dopo il contestato e controverso salvataggio della Open Arms del 15 marzo scorso: a 23 miglia dalla costa libica sono stati recuperati 112 migranti, tra loro 30 minori non accompagnati e 15 donne, che erano a bordo di un gommone. Oggi, in zona Sar è riapparsa, dopo mesi di stop, la Seefuchs, la nave di soccorso della Ong tedesca Sea Eye che ha ripreso le operazioni di soccorso dopo uno stop di parecchi mesi: «La minaccia in corso da parte della guardia costiera libica e i tentativi della magistratura italiana di fermare il salvataggio privato in mare non possono impedirci di adempiere al nostro dovere umanitario», ha detto il fondatore della Ong tedesca, Michael Buschheuer.

fonte: LASTAMPA.it

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