Altri 12 morti in Iran dopo l’appello di Rohani

Negli scontri fra dimostranti e forze dell’ordine di domenica ci sarebbero stati dieci morti. Il bilancio è stato riportato questa mattina dalla tv di Stato: «Negli eventi della scorsa notte, purtroppo, un totale di dodici persone sono rimaste uccise, in numerose città». La tv ha mostrato edifici e auto danneggiati negli scontri. Le manifestazioni sono continuate ieri in tutto il Paese, nonostante l’appello alla calma in tv del presidente Hassan Rohani, che ha ribadito il «diritto a manifestare» ma senza violenze.

Ci sono state sicuramente due vittime nella città di Izeh, nel sud-ovest del Paese: lo ha riferito un deputato locale, Hedayatollah Khademi, a un’agenzia vicina ai riformatori: «Gli abitanti di Izeh hanno dimostrato come altrove nel Paese contro le difficoltà economiche. Purtroppo due persone sono rimaste uccise e altre ferite. Non so -ha aggiunto- se gli spari siano venuti dalle forze dell’ordine o dai manifestanti».

AD ARAK 100 ARRESTI E 12 AGENTI FERITI
Circa 100 persone sono state arrestate durante le proteste nella città iraniana di Arak. Lo ha detto il governatore della provincia centrale, Ali Aghazadeh, aggiungendo che 12 agenti di polizia sono rimasti feriti negli attacchi all’ufficio del governatorato della stessa città. Sabato altre 200 persone erano state arrestate a Teheran.

DIMOSTRANTI DAVANTI ALLA PRIGIONE PER RILASCIO ARRESTATI
Un gruppo di manifestanti si è radunato davanti alla prigione di Evin a Teheran per chiedere il rilascio delle persone arrestate durante le proteste dei giorni scorsi, molti dei quali sono stati trasferiti in quel carcere. I dimostranti chiedono anche il rilascio di altri prigionieri politici.

fonte: LASTAMPA.it

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