Il Consiglio di Stato dà il via libera alla realizzazione del gasdotto Adriatico

Il Consiglio di Stato ha respinto oggi gli appelli proposti dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia nei confronti della sentenza del Tar (l’udienza di discussione si era tenuta il 9 marzo) sul Tap – Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto pensato per ridurre la dipendenza energetica del Vecchio Continente dalla Russia.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale resa dalla Commissione Via avesse approfonditamente vagliato tutte le problematiche naturalistiche e che anche la scelta dell’approdo nella porzione di costa compresa tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri (all’interno del Comune di Melendugno) fosse stata preceduta da una completa analisi delle possibili alternative (ben undici).

Inoltre è stato escluso che l’opera dovesse essere assoggettata alla cosiddetta “Direttiva Seveso” ed è stato riconosciuto l’avvenuto rispetto del principio di leale collaborazione tra Poteri dello Stato nella procedura di superamento del dissenso espresso dalla Regione alla realizzazione dell’opera.

La sentenza spegne in parte le speranze di decine di persone – che da dieci giorni stanno presidiano l’area di San Basilio (Melendugno) da cui dovranno essere espiantati circa 200 ulivi – di ottenere uno stop all’opera dalla giustizia amministrativa. Si resta in attesa della ulteriore pronuncia del ministero dell’Ambiente sulla legittimità dei permessi per espiantare gli ulivi, chiesta dalla Prefettura di Lecce mercoledì scorso.

Tutte le pronunce intervenute finora sui numerosi ricorsi amministrativi presentati dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia hanno dato ragione alla multinazionale, legittimandone in pieno l’iter autorizzativo.

Il Trans-Adriatic Pipeline (Tap), secondo i progetti, dovrebbe portare a partire dal 2019 ogni anno 16 miliardi di metri cubi di gas – di cui 10 miliardi azeri e 6 turchi – attraverso Georgia, Turchia, Albania e Grecia fino all’Italia, da dove entrerà nella rete di distribuzione europea. Proprio le infrastrutture italiane hanno consentito al Tap di prevalere rispetto al gasdotto concorrente Nabucco Ovest che avrebbe attraversato l’Est con costi più alti ed affidabilità minore.

fonte: LASTAMPA.it

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