Darwin Day 2017: l’evoluzione, i fringuelli e gli eventi in Italia

Come ogni anno il 12 febbraio ricorre il Darwin Day e le Cronache Darwiniane non possono esimersi dal dedicare una puntata per celebrare la circostanza e segnalare gli eventi previsti in tutta Italia (e non solo!).

Negli anni passati, per l’occasione, abbiamo parlato (non senza sgomento, almeno nel primo caso) di come ancora oggi la teoria dell’evoluzione abbia i suoi accaniti detrattori ed abbiamo chiarito alcuni comuni errori nella comprensione della teoria nel caso in cui i detrattori di cui sopra fossero stati in ascolto e avessero voluto imparare qualcosa a riguardo.

Quest’anno, per il compleanno del naturalista più famoso della storia, vogliamo raccontare dei fringuelli delle Galápagos, che lo ispirarono nelle prime osservazioni e che restano a tutt’oggi un validissimo esempio di speciazione.
I passeriformi di cui parleremo fanno parte di un gruppo monofiletico (che discende da un antenato comune) che attualmente comprende 18 specie diverse, tutte endemiche (esclusive) delle Galápagos. Fra queste, alcune specie possono ritrovarsi in più isole dell’arcipelago e, viceversa, popolazioni appartenenti a diverse specie possono trovarsi sulla stessa isola.

Le isole sono situate a più di 1000 Km Ovest dell’Ecuador e si pensa che il progenitore comune dei nostri eroi le abbia colonizzate circa due milioni di anni fa. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e i suoi discendenti si sono evoluti fino a differire per dimensioni del corpo, forma del becco, canto e abitudini alimentari. Quella che in biologia viene definita radiazione adattativa.

Darwin nel 1835 si trovava presso le Galápagos a bordo del brigantino Beagle, durante la sua spedizione più famosa, e registrò le sue prime osservazioni sui fringuelli nel suo Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Egli scrisse come in quasi ogni isola dell’arcipelago esistessero uccelli simili a quelli del continente americano, ma dotati ciascuno di un becco caratteristico, che sembrava ‘adatto’ a sfruttare differenti fonti di cibo.

Osservando questa gradazione di diversità di strutture in un piccolo, strettamente imparentato, gruppo di uccelli, si potrebbe immaginare che da un originario esiguo numero di uccelli di questo arcipelago, ogni singola specie sia stata modificata per finalità diverse. Questa osservazione di Charles Darwin fu essenziale per far nascere il concetto di selezione naturale. Gli individui competono per le stesse risorse alimentari e tendono a differenziarle, così da ridurre la concorrenza. I cambiamenti nella dimensione e nella forma del becco sono da correlare con i differenti tipi di dieta: insetti, semi, nettare. Gli individui dotati di caratteri utili alla propria sopravvivenza si riproducono più efficacemente, sotto la spinta della selezione naturale, e trasmettono tali vantaggi alla progenie.

Correlazione fra becco dei fringuelli ed alimentazione

Nel tempo, i Fringuelli di Darwin (sottofamiglia Geospizinae), sono stati protagonisti di studi e di campagne di osservazione e monitoraggio. Di recente, una collaborazione tra università svedesi e statunitensi ha prodotto uno studio in cui viene sequenziato il genoma di 120 fringuelli appartenenti a tutte le specie classificate sulle isole Galápagos dandoci la conferma  genetica dell’evoluzione dei fringuelli a partire da un antenato comune.

L’evoluzione dei fringuelli, però, non si è fermata.

Una dozzina di anni fa, le isole ecuadoriane subirono un grave periodo di siccità a causa della quale morirono molti fringuelli. Una ricerca che ha confrontato il genoma degli esemplari sopravvissuti con quello dei caduti, ha permesso di identificare un gene che spiega la variazione nelle dimensioni del becco in questi uccelli. La dimensione del becco delle specie di fringuelli che più hanno sofferto per via della siccità era superiore alla media. Come conseguenza, la variante genetica associata al becco più grande è stata trasmessa a un numero ridotto di fringuelli della generazione successiva, mentre ha avuto più successo la trasmissione della variante “becco più piccolo”. Risultato: la dimensione media del becco dei fringuelli è diminuita.

Si tratta di un classico esempio di deriva genetica, in particolare quello che viene definito un collo di bottiglia. L’immagine della bottiglia ben descrive una situazione nella quale solo pochi individui di una popolazione sopravvivono a un evento casuale (come un’improvvisa siccità), col risultato di uno spostamento nelle frequenze alleliche della popolazione. Fenotipicamente rappresentato, in questo caso, dall’aumento del numero dei becchi di dimensioni ridotte.

Prima di lasciarvi vi do qualche info in più sul Darwin day 2017.

Come ogni anno gli eventi in programma per la ricorrenza scientifica sono molti e sparsi in tutto il paese (per chi si trova all’estero il link è questo). Il Darwin day è un’ottima occasione per rispolverare un po’ di biologia e per avvicinare i curiosi. Alcuni eventi iniziano oggi, altri sono previsti per il week end. Vi segnalo per i romani una serata a base di evoluzionismo e.. birra, per i napoletani la proiezione di un film sula vita del naturalista mai distribuito in Italia, per i genovesi una serata per parlare dei dinosauri e per chi si trova nei pressi di Bari una serie di seminari e visite guidate che sembrano molto interessanti.

Se volete scoprire come si festeggia il Darwin day vicino casa vostra vi consiglio l’ottimo elenco aggiornato di Pikaia che trovate qui.

Buon Darwin day a tutti!

Fin dalla prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (Charles Darwin)

Serena Piccardi

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