Strage a Berlino, rilasciato il pakistano fermato. L’Isis rivendica l’attentato. Paura per un’italiana

Il ministero dell’Interno tedesco ha confermato che la strage di ieri sera a un mercatino di Natale a Berlino è il risultato di un «attentato con finalità terroristiche» e l’Isis ha rivendicato l’attacco. Il bilancio è di 12 le vittime, tra cui sei di nazionalità tedesca, e 48 feriti. Poi ci sono i dispersi tra cui un’italiana, Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, come confermato anche dall’Ambasciatore italiano. Questo è il bilancio del tir piombato a tutta velocità sulla folla che si trovava a Breitscheidplatz, nei pressi della Kurfuerstendamm, nella zona più commerciale della parte occidentale della città. La polizia ha fermato ieri sera un pachistano 23enne, certa che fosse l’attentatore, ma nella serata di martedì lo ha rilasciato: evidentemente non è era lui l’uomo che ha portato l’attacco.

LA RIVENDICAZIONE

L’agenzia di stampa dell’Isis, Amaq news agency, ha rivendicato l’attentato di Berlino chiamando il terrorista un «soldato dello Stato islamico». Lo riferisce su Twitter Rita Katz, la direttrice del Site, il sito che monitora l’estremismo islamico sul web. «E’una vendetta per gli attacchi in Siria», è scritto sulla rivendicazione.

LE INDAGINI

Dopo il fermo di un uomo pakistano, la polizia lo ha rilasciato. Già nel pomeriggio erano aumentati i dubbi degli inquirenti sul fatto che l’uomo arrestato ieri dopo l’attentato a Berlino fosse l’autista del tir utilizzato per la strage. L’uomo, come ha riferito il ministro dell’interno De Maiziere, è originario del Pakistan ed è entrato in Germania il 31 dicembre 2015, poi è stato registrato come profugo ed è comparso a Berlino a febbraio. L’esame della sua domanda di asilo non è conclusa e il suo nome non compare nelle banche dati antiterrorismo. Il presidente della polizia di Berlino, Klaus Kandt, aveva confermato nella conferenza stampa con il sindaco della città di «non poter dire che l’uomo arrestato ieri sia l’autista» del tir.

PAURA PER UN’ITALIANA  

C’è apprensione intanto per Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, di Sulmona (L’Aquila) che lavorava da diversi anni a Berlino. Di lei si sono perse le tracce. Il suo cellulare è stato trovato vicino al luogo dell’attentato. L’allarme è scattato oggi, quando la giovane non si è recata al lavoro. Il padre della ragazza è impiegato alle poste di Sulmona e questa notte la famiglia sarebbe stata contattata dalla Farnesina e la madre e il fratello sarebbero partiti immediatamente per Berlino.

MERKEL: “NON CI FAREMO FERMARE”  

La cancelliera Angela Merkel è giunta sul luogo della strage. Questa mattina ha parlato di una «giornata difficile» e ha riferito che la persona che ha compiuto l’attentato a Berlino «aveva chiesto asilo in Germania come rifugiato». Merkel ha aggiunto che «la Germania non si farà fermare dalla paura» e che «continueremo a sostenere le persone che chiedono di integrarsi nel nostro paese».

PERQUISIZIONI IN UN CENTRO DI ACCOGLIENZA  

Intanto il commando di forze speciali di intervento (Sek) delle forze di sicurezza è entrato in uno degli hangar dell’antico aeroporto di Tempelhof, nel centro della città, che dall’anno scorso è adibito a centro di accoglienza, L’operazione, alla quale partecipano circa 200 agenti, è cominciata prima dell’alba, alle 04:00 di mattina e prosegue ancora adesso. Gli agenti stanno perquisendo le installazioni, ma ancora non hanno reso noto se ci sono stati arresti.

fonte: LASTAMPA.it

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