Pierangelo Bertoli / L’ultimo cantastorie italiano

Ben tornati a l’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia di musica, La Musica del Venerdì.

Pierangelo Bertoli, nasce in provincia di Modena nell’inverno del 1942. A dieci mesi di vita quando già cammina, viene colpito dalla poliomielite e perde l’uso delle gambe. Malgrado lo svantaggio conduce una esistenza che gli permette di arrivare dove molti con l’uso delle gambe, non sono arrivati.

Lo ritroviamo nei primi anni settanta fondatore con altri musicisti del Canzoniere Nazionale del Vento Rosso. Nel 1974 pubblica il primo album “Rosso colore dell’amore” ma è con il terzo “Eppure soffia” che comincia a farsi conoscere dal grande pubblico.

Ha partecipato per la prima volta a San Remo nel 1991, in compagnia del gruppo dei Tazenda.

Fino agli anni 2000 ha spaziato tra la musica popolare e il rock, denunciando con serietà ed a volte con rabbia le storture del nostro tempo.

Il figlio Alberto che di lavoro fa il logopedista, prende le ferie per svolgere l’attività di cantante, continuando a far ascoltare le canzoni del padre, con una voce che naturalmente, molto lo ricorda.

Se volete vederlo in una vecchia foto ad un tavolo dove sono riconoscibili altri famosi artisti..

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se volete vederlo con chitarra durante un concerto..

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infine se volete vedere la copertina dell’album “Eppure soffia” con sopra la sua carta d’identità, rinnovata in quei giorni..

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Con il brano ecologista ante litteram “Eppure Soffia”

Con la famosa “A muso duro”

Con il brano “Spunta la luna dal monte” in compagnia dei Tazenda

Infine la canzone “Colore Rosso” cantata dal figlio Alberto

 

Signore e Signori

Ecco a Voi

Il grande e rimpianto

Pierangelo Bertoli

Buon ascolto e come sempre buon Venerdì

 

Fabrizio Savelli

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