Cronache Plutoniane

Era partita ben nove anni fa, da Cape Canaveral. Ha sorvolato Marte, ha “usato” il campo gravitazionale di Giove come fionda gravitazionale, è passata attraverso le orbite di Saturno, Urano e Nettuno ed ora finalmente ha raggiunto l’obiettivo: Plutone. 

Come potete immaginare, si tratta di un evento straordinario; non solo la sonda New Horizons si trova a più di 5 miliardi di chilometri di distanza da “casa” ma si può dire che, grazie ai dati che raccoglierà, completeremo l’esplorazione del nostro sistema solare.

La notizia dell’avvicinamento a Plutone sta, giustamente, rimbalzando su ogni pagina di quotidiani e riviste, blog e siti di astronomia. L’interesse per questa zona del sistema solare è giustificato sia dalla sua lontananza che dalla difficoltà dell’osservazione dalla Terra che ne ha ritardato la scoperta fino all’inizio del secolo scorso.

Infatti, a causa dei valori di magnitudine apparente e del diametro angolare che ne misurano rispettivamente la luminosità e le dimensioni dal punto di vista di un osservatore sulla Terra, Plutone non era facilmente osservabile fino al miglioramento delle tecnologie in dotazione ai telescopi. La scoperta risale al 1930 quando si credeva di aver trovato quello che veniva chiamato il pianeta X, previsto dagli astronomi in virtù di calcoli teorici. Solo in seguito si capì, grazie ai dati raccolti dalla sonda Voyager 2, che tali calcoli erano basati su presupposti sbagliati e si vide che i nuovi non prevedono alcun pianeta esterno a Nettuno.

Quando la sonda è partita, però, a gennaio del 2006, Plutone era ancora classificato come il nono pianeta del Sistema solare, poco dopo l’Unione Astronomica Internazionale lo ha retrocesso a pianeta nano, dal momento che la sua massa è solo 0,07 volte quella degli altri oggetti osservati nella sua orbita. Scelta che non ha messo tutti d’accordo.

Scherzi a parte è vero che Plutone è sempre stato considerato un pianeta anomalo, non solo per le dimensioni ridotte. Mentre gli altri pianeti percorrono orbite intorno al Sole che si trovano quasi sullo stesso piano (differiscono di pochi gradi), quella di Plutone è molto più inclinata; inoltre la stessa orbita è anche molto più eccentrica, arrivando ad accavallarsi a quella di Nettuno.

Dopo la scoperta che alcuni oggetti della Fascia di Kuiper, una zona oltre Nettuno costituita da corpi minori, presentano dimensioni paragonabili a quelle di Plutone e, almeno nel caso di Eris, massa anche superiore, si è pensato di includere anche questo fra i pianeti nani appartenenti a questa zona.

Pluto

Si pensa che la miriade di corpi che popolano la Fascia di Kuiper (si stima siano almeno 35’000) rappresentino i materiali di scarto della formazione del sistema solare ed è anche per approfondire tale ipotesi che, fra il 2017 e il 2010, New Horizons si occuperà di raccogliere dati proprio in questa zona.

In questo momento, però, le informazioni inviate dalla sonda riguardano principalmente la superficie plutoniana e sono state raccolte durante il sorvolo che, nel punto di maggior vicinanza, è arrivato a quota 12’500 chilometri. Grazie a questo flyby gli strumenti di cui è dotata hanno potuto registrare dati sulla struttura e sulla morfologia del pianeta; è previsto che la mappatura della superficie avrà una risoluzione di soli 50 metri.

A bordo della New Horizons vi sono inoltre strumenti deputati ad analizzare l’atmosfera di Plutone ed altri che si occupano di raccogliere polveri spaziali.

Il successo della missione è stato certificato ieri alle 2,53 (ora italiana) quando l’antenna del Deep Space Network ha ricevuto il segnale della sonda. Sono proprio di oggi le prime immagini dettagliate della superficie del pianeta e dei satelliti Idra e Caronte rilasciate dalla NASA, che potete trovare qui: http://www.nasa.gov/mission_pages/newhorizons/main/index.html

New Horizons, Pluto's surface

La prima cosa che gli scienziati hanno notato sulla superficie di Plutone sono le montagne di ghiaccio e rocce, probabilmente di recente formazione, alte circa 3500 metri, che lasciano intendere che la regione potrebbe essere tuttora geologicamente attiva. L’assenza di crateri, infatti, suggerisce che si siano formate circa cento milioni di anni fa.
Idra, la piccola luna, sembra composta di ghiaccio di acqua e la superficie di Caronte si è rivelata complessa e solcata da profondi crateri.

Revealed: Pluto’s surface in high resolution – video

Vi segnalo questo link in cui i più curiosi possono porre domande direttamente al team della NASA che si occupa della sonda, sono molto disponibili!

reddit—We’re_scientists_on_the_NASA_New_Horizons_team

Mentre attendiamo nuove informazioni, vi saluto con le congratulazioni al team New Horizons per il traguardo raggiunto da parte del professor Hawking.

Su Plutone oggi mi hanno visto in molti, mi volevano fotografare ma di profilo vengo male. (Ufo a ufo – Rino Gaetano)

 

Serena Piccardi

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