A wolf at the door (parte I)

Quel che vi propongo nelle prossime due puntate della rubrica di scienze è un breve excursus su di un tema particolarmente delicato nel nostro paese: la conservazione del lupo.
La storia che ci lega a questo splendido animale è antica, piena di contraddizioni e falsi miti; chi non lo conosce abbastanza lo vede unicamente come un pericolo, chi vi si avvicina si appassiona alla sua forza, al suo carattere schivo ed alla sua innegabile bellezza.

Il lupo non ha bisogno di tante presentazioni; canide di grosse dimensioni presente in una grande varietà di ecosistemi, è un predatore efficiente e territoriale che forma dei gruppi sociali sulla base di legami di parentela. Sappiamo che a partire dal lupo si è giunti all’addomesticazione del cane, ma di questo mi riservo di parlarne in futuro.
La storia del lupo inizia circa due milioni di anni fa nel vecchio continente, popolava, infatti, l’Eurasia dalla quale ha raggiunto e popolato l’America del nord, con ondate successive, fino al Messico, diventando uno dei mammiferi più diffusi al mondo.

Le cose iniziano a cambiare con l’avvento dei primi insediamenti stanziali umani; l’uomo diventa un vero e proprio competitore per spazi e risorse. Siamo, infatti, animali con stili di vita molto simili: onnivori, adattabili e capaci di colonizzare una grande varietà di ambienti.

Le dinamiche fra i due mammiferi rimangono in sostanziale equilibrio fino a che l’enorme espansione della specie umana porta ad occupare sempre più spazi, a necessitare di sempre più risorse e, soprattutto, a vedere il lupo come un pericoloso competitore da eliminare. Negli ultimi tre secoli, infatti, il lupo è stato perseguitato, spesso anche legalmente, fino a ridurne l’areale ai minimi storici durante gli anni ’60.

La figura del lupo è presente nelle mitologie di molti paesi, spesso con un ruolo positivo (pensate alla lupa che allatta Romolo e Remo!), quasi divino per alcuni, alla stregua di un nostro antenato per altri. Successivamente diventa un simbolo di distruzione nella Bibbia e di avarizia nella letteratura cristiana fino ad essere associato alla stregoneria e considerato un emissario di Satana (!).

Il lupo e il gatto, tradizione popolare

Dal medioevo in modo particolare il povero lupo è stato associato all’immagine di animale feroce e sanguinario e, anche se oggi abbiamo molte più informazioni etologiche su di lui e sappiamo quanto la realtà sia distante da tali credenze, per molti si tratta di convinzioni difficili da sradicare. In effetti ci basta pensare al lupo più famoso del mondo delle fiabe per farci un’idea dell’immagine negativa trasmessaci fin da piccoli: il lupo di Cappuccetto Rosso.

L’immaginario del passato e, con lui lo sterminio dei lupi, sono sicuramente legati alla condizione di pastorizia di molti popoli che temevano gli attacchi di questi animali al bestiame.

Le modalità con cui l’uomo nel tempo ha operato la decimazione delle popolazioni di lupi sono varie: avvelenamento, trappole, uccisione di cuccioli. In alcuni casi furono addirittura scritte leggi e autorizzate sovvenzioni per chi cacciava e uccideva esemplari di lupo. Il risultato di questa persecuzione è la scomparsa della specie nella gran parte degli stati occidentali e negli Stati Uniti.

Questo trend vede, fortunatamente, un’inversione di rotta negli ultimi quarant’anni: come vedete nell’immagine sottostante, in Italia il lupo ha ripopolato gran parte dell’appennino, delle fasce pre-appenniniche e delle Alpi. I motivi sono da ricercarsi sia nelle leggi di protezione e nei progetti di conservazione che nel progressivo abbandono dell’economia rurale da parte della popolazione italiana.

Il lupo in Italia

Il ripopolamento spontaneo è stato veloce, il lupo, trovati liberi i suoi territori, si è espanso in fretta! Si tratta, infatti, di una specie dalla grande plasticità ecologica, adattabile sul fronte del cibo ed in grado di compiere lunghi spostamenti.

Siamo passati, quindi, dalla difficile situazione degli anni 70’, in cui sul territorio italiano erano presenti sui 100-200 esemplari, alle stime odierne per le quali si raggiunge il migliaio di individui.

Alla luce di questa situazione, e del favore di gran parte dell’opinione pubblica nei confronti della protezione della specie, vi chiederete qual’è lo scopo dello spazio che stiamo dedicando al lupo ed alla sua conservazione nel nostro paese. La realtà è che nuove (e meno nuove) minacce aleggiano sulle popolazioni di lupi in Italia; bracconaggio e avvelenamento, che testimoniano che certe abitudini sono vecchie a morire (il lupo perde il pelo ma non il vizio) ed un pericolo più insidioso, per certi versi, l’ibridazione con il cane.

Di queste problematiche e di qualche mito da sfatare parleremo nella prossima puntata!

Io sono il lupo solitario, mi aggiro in paesi diversi
(canto di guerra degli indiani d’America)

 

Serena Piccardi

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