Rolling in the deep

“Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro segreto”
(Charles Baudelaire)

Il 26 marzo del 2012 il regista James Cameron è stato il primo uomo della storia ad immergersi in solitaria fino a raggiungere il fondo della fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo. Stiamo parlando di una profondità di circa 11000 metri sotto il livello del mare, uno dei posti più inaccessibili del pianeta.

Si dice che sappiamo di più della superficie lunare che degli abissi oceanici. A pensarci è anche vero che sulla Luna ci sono stati più uomini di quelli che sono scesi a tale profondità.

Iniziamo questo breve viaggio con qualche informazione di base su queste zone semi-inesplorate della Terra.

Che la superficie del nostro pianeta sia costituita per la maggior parte dagli oceani, è cosa nota, in che misura sia distribuita la profondità degli stessi, invece, meno.

Senza esagerare con i dettagli, possiamo dire che la profondità media degli oceani si colloca a circa 3800 metri dalla superficie (piana abissale) e che, dai 6000 metri in poi troviamo le grandi depressioni fra cui le fosse abissali.

Le fosse oceaniche si formano come conseguenza dell’incontro fra due placche tettoniche che spingono l’una contro l’altra, facendo si che la placca più densa “scivoli” sotto la meno densa in un fenomeno chiamato subduzione. Lungo i margini della fossa, inoltre, vi è un’intensa attività vulcanica che, trattandosi di placche oceaniche, si risolve in un arco insulare.

Chi conosce un po’ la tettonica delle placche saprà che la maggior parte di queste zone si trovano ai margini dell’Oceano Pacifico, lungo la cosiddetta cintura di fuoco.

Pacific Ring of Fire

Nell’immagine sovrastante è evidenziato il punto più profondo del pianeta, detto Challenger Deep, così chiamata per il nome della spedizione che ne effettuò le prime misurazioni fra il 1872 e il 1876.

Successivamente vennero effettuate altre misurazioni per sondare la Fossa delle Marianne ma l’impresa di scendere di persona con un batiscafo fu tentata (e riuscita!) solo nel 1960. I due temerari esploratori erano Jacques Piccard, oceanografo, e Donald Walsh, tenente di vascello, che s’inabissarono a bordo del batiscafo Trieste.

Trieste Bathyscaphe Jacques Piccard

Immaginate di trovarvi a circa 11 kilometri di profondità, soli, con una pressione 1100 volte superiore a quella in superficie, siamo ovviamente in totale assenza di luce… condizioni piuttosto ansiogene per un essere umano!

Eppure… eppure sembrerebbe che ci sia più vita li sotto che nelle piane abissali circostanti. Ovviamente quando parliamo di abbondanza di vita ci riferiamo a microrganismi, protozoi unicellulari, a volte di notevoli dimensioni; proprio nella Fossa delle Marianne sono stati individuati organismi unicellulari del diametro di oltre dieci centimetri! Sembra che la causa di tanta vitalità sia da attribuire alla ricaduta di materiale organico lungo le pareti della fossa, coadiuvata dai frequenti terremoti che lo mobilitano.

Ma non ci troviamo solo microrganismi; già nella prima immersione del ’60 gli esploratori notarono la presenza di sogliole o platesse e crostacei, con la spedizione di Cameron sono state individuate oloturie (cetrioli di mare) e misurati anfipodi (crostacei) di dimensioni molto maggiori rispetto a quelli presenti a profondità minori.

Di questa discesa nel profondo, il regista ha documentato ogni momento e descritto la sensazione di solitudine che ha provato, l’impressione di trovarsi su di un altro pianeta, spoglio ma popolato da creature che sembrano aliene.

Potrei soffermarmi molto sull’argomento ma avrò altre occasioni; del resto l’abisso è un altro mondo da esplorare, di sicuro ha ancora molto da raccontarci.

La vita è ricca di bollicine, in fondo al mar, in fondo al mar. 
(In fondo al mar, La Sirenetta)

 

Serena Piccardi

Condividi:

© 2012-2021 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?