L’intelligenza emotiva

Non è il Quoziente d’Intelligenza. L’intelligenza emotiva è un insieme chiave di altre caratteristiche, proprie dell’essere umano, oltre al QI.

E’la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici , di sperare.

Le caratteristiche proprie dell’essere umano:

  • Consapevolezza di sé
  • Padronanza di sé
  • Motivazione
  • Empatia
  • Abilità nelle relazioni interpersonali

Indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla nazionalità, dal ceto sociale, culturale, credo religioso e cultura, possono essere educate e sviluppate, per diventare competenze emotive e sociali.

Bisogna imparare ad utilizzare le emozioni come patrimonio di ricchezza straordinaria, a vantaggio nostro e della collettività, imparando ad agire per scelta e non più a reagire, passando dalla dipendenza dagli altri e dagli eventi che accadono, alla libertà di azioni per scelta.

Questo invito è rivolto a tutti gli adulti che svolgono un ruolo educativo continuativo nella vita del bambino, come possono essere gli operatori dei nidi e gli insegnanti, può anche essere esteso anche a tutti coloro che hanno la responsabilità di guidare un gruppo, che sia di lavoro, oppure la guida di una famiglia, un  gruppo di amici.

Come si lavora con intelligenza emotiva:

Se si conoscono le proprie emozioni, si riconosce un sentimento nel momento in cui esso si presenta    si ha consapevolezza di sé, si sapranno riconoscere preferenze, risorse, intenzioni.

  1. Se si controllano le proprie emozioni, con la padronanza emotiva, la padronanza di sé stessi,è possibile controllare i propri stati interiori, i propri impulsi, le proprie risorse.
  2. Se si motiva sé stessi, si dominano le propri emozioni, cioè si tende a tardare la propria gratificazione e si controllano i i propri impulsi si arriverà più facilmente al raggiungimento dell’obiettivo.
  3. Se si riconoscono le emozioni altrui, quindi si è empatici, si ha la capacità di cogliere i segnali  che indicano desideri e bisogni altrui.
  4. Se si sviluppano le abilità sociali, si sarà in grado di gestire le relazioni interpersonali. Si sarà in grado di indurre risposte desiderabili negli altri.

Le competenze di Intelligenza Emotiva, non sono talenti innati, ma abilità apprese.

L’Intelligenza emotiva si sviluppa lungo tutta la vita, si impara dall’esperienza.

Il semplice fatto di essere dotati di intelligenza emotiva, non garantisce che una persona acquisisca la competenze che davvero contano sul lavoro.

Si hanno però le massime potenzialità per apprenderle.

Per esempio, un individuo potrebbe essere altamente empatico, e non aver acquisito tutte le capacità pratiche che si fondano sull’empatia.

Il nostro livello di intelligenza emotiva, non è fissato alla nascita, né si sviluppa solo durante la prima infanzia.

A differenza del QI, che va incontro a pochi cambiamenti, una volta passata l’adolescenza, l’Intelligenza emotiva si apprende e continua a svilupparsi durante tutta la vita, via via che si impara dall’esperienza.

Le nostre competenze in questo campo, sono in continuo miglioramento.

Con un allenamento adeguato, tutte le competenze possono essere migliorate.

Le eventuali carenze delle capacità emozionali, possono essere corrette; ciascuno di questi ambiti rappresenta un insieme di abitudini e di atteggiamenti ripetuti,  nel tempo e con l’atteggiamento giusto,  ci si può impegnare a migliorare.

A tal proposito, se volete approfondire l’argomento, vi suggerisco di leggere “Lavorare con intelligenza emotiva” di Daniel Goleman e “Essere Leader” di Goleman, Richard E. Boyatzis Annie McKee.

Di seguito un esempio pratico di come si evidenzia l’Intelligenza Emotiva

Il colloqui di lavoro.

Vi è mai capitato di partecipare ad una selezione per un  posto di lavoro, di essere tra tanti candidati e di percepire che sia andato proprio bene?

Ecco, alla fine della selezione, con le vostre  stesse competenze tecniche scelgono un’altra persona.

Che delusione?! No!

Non dovete essere delusi, cercate di capire cosa è mancato, cosa l’azienda si aspettava da voi, cosa cercava, oltre alle competenze tecniche.

  1. Avete comunicato bene? Avete mostrato il vostro entusiasmo? Chi si entusiasma, è attore della propria vita, non si perde d’animo di fronte ad un problema, ma agisce. Quanto vi siete mostrati flessibili, sareste in grado di adattarvi all’ambiente, oppure quello che non è di vostra competenza, per carità non lo fate?
  2. Siete stati in grado di ascoltare? Se vi devono selezionare come venditore e non sapete ascoltare le esigenze del futuro cliente, anche se conoscete bene i prodotti e siete preparati, non andrete lontano.
  3. Sareste in grado di adattarvi ai continui cambiamenti dell’azienda? Le società sono in continuo movimento e possono richiedere grande flessibilità e capacità di adattabilità.
  4. Avete partecipato durante il colloquio? Avete dimostrato di essere interessati?
  5. Ispirate fiducia? Come vi vedono le persone che conoscete?
  6. Avete mostrato rispetto? Del ruolo, della posizione? Se non lo fate al colloquio, non la farete neppure in azienda.
  7. Vi siete mostrati pazienti? In molte aziende si lavora sotto stress, con le scadenze. Sapete controllare le vostre emozioni?
  8. Sapete lavorare in gruppo? Portare a termine l’obiettivo?Con quali risultati? In che modalità sapete collaborare con il team, avete apportato un significativo contributo?
  9. Perché l’azienda dovrebbe scegliere proprio voi? Che risultati siete in grado di apportare?
  10. Siete disponibili a cambiare e migliorare?

Se avete risposto positivamente, a più della metà di queste domande, e non vi hanno scelto, non rammaricatevi, andate avanti e partecipate ad altri colloqui.

La persona che hanno scelto, o è valida e positiva per tutti i predetti punti, e questo fa onore, anzi è da ammirare e imitare, oppure il selezionatore è stato costretto a scegliere un’altra persona rispetto a voi, perché super segnalata o con un alto grado di parentela.

Sabrina Mattia

Condividi:

© 2012-2024 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?