Van Morrison / Il blues bianco di un orso di Belfast

Ben tornati all’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia della musica, La Musica del Venerdì. Oggi vi parlerò di un distinto signore, nato nella, per anni martoriata, città di Belfast, nell’estate del 1945.

Dotato di un talento musicale fuori dal comune, cresce ascoltando Ray Charles e Salomon Burke.  Giovanissimo, suona il sax, la chitarra, l’armonica a bocca e le tastiere. A soli diciotto anni, scrive il leggendario brano Gloria e si esibisce con il gruppo dei Them, che lascia nel 1967.

Uomo colto, compositore e poeta, perfezionista maniacale, orso irascibile, strenuo difensore della propria privacy, rilascia negli anni pochissime interviste, in una di queste dice che se da ragazzo non avesse ascoltato quel tipo di musica, non avrebbe fatto il lavoro che ha fatto. Proprio per il carattere schivo e non propenso ai compromessi, ottiene negli anni meno successo di pubblico di quanto meriterebbe, ma diventa punto di riferimento per i colleghi delle generazioni successive.

Nella sua cinquantennale carriera ha rappresentato il punto di incontro tra le tradizioni irlandesi e celtiche e la musica nera americana.

Se volete vederlo giovane e divertito mentre ascolta una radio..

foto Va1

se volte vederlo in compagnia dell’allora moglie Janet Planet..

foto Va2

infine se volte vederlo più recente con occhiali e tastiera..

foto Va3

 

Con la bella “Astral Weeks”

con il brano “Moondance”, che avrete sentito cantato di recente da un insopportabile canadese di nome Michael,

infine con la movimentata “Wild Night”

 

Signore e Signori,

ecco a Voi

il grande Van Morrison

Buon ascolto e buon venerdì

 

Fabrizio Savelli

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